Fabbisogno
Uomini: 120 µg/die (AI)
Donne: 90 µg/die (AI)
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 30 µg; 4–8 anni 55 µg; 9–13 anni 60 µg; 14–18 anni 75 µg (AI)
Rischio da eccesso
La tossicità delle forme naturali K1/K2 è considerata bassa e non è stato stabilito un UL; il problema clinico principale è l'interazione con anticoagulanti antagonisti della vitamina K.
Rischio da carenza
La carenza compromette la gamma-carbossilazione delle proteine della coagulazione e aumenta la tendenza al sanguinamento; può comparire in malassorbimento dei grassi o con alcuni farmaci.
Fonti alimentari
Vitamina K1 soprattutto in verdure a foglia verde e soia; vitamina K2 in alcuni alimenti animali e fermentati e anche prodotta da batteri intestinali.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Vitamina liposolubile necessaria come cofattore per la gamma-carbossilazione di specifiche proteine. Questa modifica è indispensabile per l'attivazione di diversi fattori della coagulazione e di proteine regolatrici dell'emostasi. Altre proteine vitamina-K-dipendenti sono presenti nel tessuto osseo e vascolare, tra cui osteocalcina e matrix Gla protein, collegando la vitamina K al metabolismo del calcio e alla mineralizzazione. K1 e K2 condividono la funzione coenzimatica ma differiscono per distribuzione alimentare e farmacocinetica.
Interazioni con altri elementi o farmaci
Interazione clinicamente rilevante con warfarin e altri antagonisti della vitamina K: variazioni importanti dell'apporto possono modificare l'effetto anticoagulante. Orlistat e condizioni di malassorbimento dei grassi possono ridurne l'assorbimento.
Approfondimenti
La vitamina K subisce rapidamente le insidie della luce e degli alcali, mentre sopporta adeguatamente il calore. Parte della vitamina disponibile nell’organismo deriva dalla produzione della flora batterica del colon.
Il suo ruolo nell’organismo è legato alla regolazione dei processi di coagulazione ematica; nel dettaglio contribuisce alla formazione della protrombina.
Se assunta in eccesso può sfociare in situazioni di tossicità con sintomi tipici dell’ittero, anche se si tratta di un evento particolarmente raro.
Una marcata carenza determina emorragie, anche di grave entità, e difficoltà nei processi di coagulazione.