Fabbisogno
Uomini: 16 mg NE/die
Donne: 14 mg NE/die
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 6 mg NE; 4–8 anni 8 mg; 9–13 anni 12 mg; 14–18 anni: M 16 mg, F 14 mg
Rischio da eccesso
A dosi farmacologiche, soprattutto ≥1.500 mg/die di acido nicotinico, aumentano i rischi di flushing, disturbi gastrointestinali, alterazioni della glicemia, iperuricemia e tossicità epatica.
Rischio da carenza
La carenza grave causa pellagra, caratterizzata classicamente da dermatite, diarrea e alterazioni neurologiche/cognitive; può comparire quando l'apporto di niacina e/o triptofano è gravemente insufficiente.
Fonti alimentari
Carni, pesce, pollame, arachidi, cereali integrali/fortificati; il triptofano alimentare può contribuire agli equivalenti di niacina.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Vitamina B, idrosolubile, presente soprattutto come acido nicotinico e nicotinamide. È precursore di NAD e NADP, coenzimi centrali nel trasferimento di elettroni e nel metabolismo energetico cellulare. Attraverso NAD/NADP, la niacina partecipa a centinaia di reazioni coinvolte nell'ossidazione dei nutrienti, nella sintesi di acidi grassi e colesterolo, nella gestione dello stress ossidativo e in processi di segnalazione e riparazione cellulare. A dosi farmacologiche l'acido nicotinico modifica il profilo lipidico, ma questo effetto non si traduce automaticamente in riduzione degli eventi cardiovascolari.
Interazioni con altri elementi o farmaci
L'acido nicotinico può potenziare gli effetti di farmaci ipolipemizzanti ma anche aumentarne gli effetti avversi; cautela con farmaci che influenzano glicemia, uricemia o fegato.
Approfondimenti
È adeguatamente stabile alla luce e al calore ed è sintetizzabile nell’organismo a partire dal triptofano, aminoacido essenziale.
È implicata nel metabolismo energetico come costituente di due coenzimi, ma anche in processi di sintesi di aminoacidi e acidi grassi.
La carenza di vitamina PP provoca pellagra, che si manifesta con alterazioni a livello della cute, delle mucose, delle pareti gastrointestinali e con demenza.
Un eccessivo apporto può manifestarsi con disturbi sensitivi, danni epatici e ipotensione.
Ultimi aggiornamenti
Un metabolita della niacina e il rischio cardiovascolare
Uno studio pubblicato su Nature Medicine ha combinato coorti cliniche e sperimentazione preclinica per indagare metaboliti terminali della niacina. Concentrazioni più elevate di 4PY, un prodotto del metabolismo della niacina in eccesso, risultavano associate a eventi cardiovascolari maggiori. Gli esperimenti hanno inoltre mostrato un possibile meccanismo pro-infiammatorio vascolare mediato da un metabolita correlato.
Il risultato non significa che la vitamina B3 alle dosi alimentari sia dannosa. Lo studio riguarda soprattutto il metabolismo di quantità elevate e apre una riflessione sulla fortificazione e sull’impiego farmacologico della niacina. L’associazione epidemiologica, pur sostenuta da dati meccanicistici, non autorizza a ridurre indiscriminatamente gli alimenti che contengono niacina; è invece un esempio di come “più” non equivalga automaticamente a “meglio” per un micronutriente.
Fonte dello studio: Ferrell M. et al. A terminal metabolite of niacin promotes vascular inflammation and contributes to cardiovascular disease risk. Nature Medicine. 2024;30(2):424. DOI: 10.1038/s41591-023-02793-8.