Fabbisogno
Uomini: 400 µg DFE/die
Donne: 400 µg DFE/die; 600 µg DFE/die in gravidanza
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 150 µg DFE; 4–8 anni 200 µg; 9–13 anni 300 µg; 14–18 anni 400 µg
Rischio da eccesso
Un eccesso di acido folico da supplementi/fortificanti può mascherare alcuni segni ematologici di carenza di vitamina B12, consentendo la progressione del danno neurologico.
Rischio da carenza
La carenza può causare anemia megaloblastica e aumento dell'omocisteina. In gravidanza, uno stato inadeguato di folati aumenta il rischio di difetti del tubo neurale.
Fonti alimentari
Verdure a foglia verde, legumi, agrumi, fegato; cereali e farine fortificati. L'acido folico è la forma sintetica.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Folato è il termine per le forme naturali della vitamina B9, mentre l'acido folico è una forma sintetica impiegata nei supplementi e negli alimenti fortificati. I folati trasferiscono unità monocarboniose necessarie alla sintesi di purine e timidilato, quindi alla produzione e riparazione del DNA e alla divisione cellulare. Sono anche coinvolti nel metabolismo della metionina e dell'omocisteina. La richiesta aumenta nei periodi di rapida crescita e soprattutto in gravidanza; è da sottolineare il ruolo della supplementazione con acido folico nella riduzione del rischio di difetti del tubo neurale.
Interazioni con altri elementi o farmaci
Interazione funzionale stretta con vitamina B12 nel metabolismo dei folati e dell'omocisteina. Dosi elevate di acido folico possono mascherare la componente ematologica della carenza di B12.
Approfondimenti
L’acido folico è un importantissimo elemento che regola la vita degli eritrociti ed entra in gioco nel metabolismo degli acidi nucleici e degli aminoacidi.
Una dieta ricca di alcol, o terapie farmacologiche prolungate, possono portare a carenze di vitamina B9.
Una carenza di acido folico determina rallentamenti nella sintesi di DNA ed RNA con conseguente anemia e disturbi gastrointestinali.
Un deficit nelle donne in stato di gravidanza può portare alla comparsa della spina bifida nel nascituro.
Una sovraintegrazione di acido folico diviene pericolosa in quanto capace di velare gli effetti della carenza di cianocobalamina, vitamina B12, con la possibile manifestazione silente di danni neurologici irreversibili.
Secondo alcuni autori, quantità comunemente indicate potrebbero risultare insufficienti per soggetti sportivi dediti a discipline di resistenza o incremento della massa muscolare, che avrebbero un ulteriore depauperamento dall’emolisi.
Ultimi aggiornamenti
Vitamina B12, folati, omocisteina e percezione della fatica
Uno studio su adulti sani ha analizzato le concentrazioni plasmatiche di omocisteina, considerate insieme allo stato di vitamina B12 e folati, e diversi indicatori della fatica. Sono emerse associazioni tra il profilo biochimico e alcune misure di stanchezza, suggerendo che anche variazioni subcliniche dello stato delle vitamine coinvolte nel metabolismo dell’omocisteina possano essere rilevanti per il benessere percepito.
La natura osservazionale non consente tuttavia di stabilire che integrare B12 o folati riduca la fatica nelle persone che non presentano una carenza. L’omocisteina è influenzata da più nutrienti, fattori genetici, funzione renale e altri elementi clinici. Prima di attribuire sintomi aspecifici a una vitamina è quindi necessario distinguere una vera insufficienza da una semplice associazione statistica.
Fonte dello studio: Kanouchi H. et al. Associations of Plasma Homocysteine Reflecting Vitamin B12 and Folate Status with Fatigue-Related Outcomes in Healthy Adults. Nutrients. 2026;18(6):941. DOI: 10.3390/nu18060941.