Fabbisogno
Uomini: 1,3 mg/die (19–50 anni); 1,7 mg/die >50 anni
Donne: 1,3 mg/die (19–50 anni); 1,5 mg/die >50 anni
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 0,5 mg; 4–8 anni 0,6 mg; 9–13 anni 1,0 mg; 14–18 anni: M 1,3 mg, F 1,2 mg
Rischio da eccesso
L'assunzione cronica elevata da supplementi può causare neuropatia sensitiva e altri disturbi neurologici; il rischio riguarda soprattutto l'uso protratto di dosi molto superiori al fabbisogno.
Rischio da carenza
La carenza può causare anemia, alterazioni cutanee/mucose, irritabilità, depressione/confusione e compromissione immunitaria; può aumentare in condizioni di malassorbimento o per farmaci specifici.
Fonti alimentari
Carne, pollame, pesce, patate, banane, ceci, cereali fortificati.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Vitamina essenziale che comprende più vitameri convertiti nella forma coenzimatica piridossal-5'-fosfato (PLP). Necessaria al metabolismo degli amminoacidi, dei carboidrati e dei neurotrasmettitori. PLP funge da cofattore per numerosi enzimi coinvolti in transaminazione, decarbossilazione e metabolismo dell'omocisteina, e partecipa alla sintesi di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e GABA. Contribuisce anche al metabolismo del glicogeno, alla formazione dell'emoglobina e alla normale funzione immunitaria.
Interazioni con altri elementi o farmaci
Farmaci come isoniazide e alcuni anticonvulsivanti possono alterarne lo stato; la conversione in PLP dipende anche dalla riboflavina.
Approfondimenti
È una vitamina sensibile alla luce, importante nell’organismo in quanto implicata nella sintesi aminoacidica, nel metabolismo del ferro, nel metabolismo glucidico e lipidico. È inoltre in parte sintetizzata dall’organismo.
Una carenza di vitamina B6 può causare stati di facile irritabilità, convulsioni e problematiche renali.
Come buona parte delle vitamine del gruppo B, non sono noti effetti nefasti legati all’eccessiva introduzione di piridossina, per quanto potrebbe potenzialmente avere influenze sul regolare funzionamento del sistema nervoso, inducendo perfino la paralisi.
La necessità giornaliera è correlabile alla quota proteica assunta con la dieta e può variare in gravidanza o durante l’allattamento.