Fabbisogno
Uomini: 1.500 mg/die (AI negli adulti, riferimento generale)
Donne: 1.500 mg/die (AI negli adulti, riferimento generale)
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 1.000 mg; 4–8 anni 1.200 mg; 9–13 anni 1.500 mg; 14–18 anni 1.500 mg (AI)
Rischio da eccesso
L'eccesso cronico di sodio alimentare è associato soprattutto a incremento della pressione arteriosa nei soggetti sensibili e a maggiore carico di gestione renale.
Rischio da carenza
La carenza alimentare pura è rara; l'iponatriemia è più spesso legata a perdite, eccesso di acqua o condizioni cliniche e può causare sintomi neurologici anche gravi.
Fonti alimentari
Sale da cucina e alimenti trasformati; il sodio è naturalmente presente in molti alimenti in quantità inferiori.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Principale catione del compartimento extracellulare. È essenziale per il mantenimento del volume dei liquidi, dell'osmolarità e del gradiente elettrochimico attraverso le membrane. Il gradiente sodio-potassio, mantenuto dalla Na+/K+-ATPasi, è necessario per la conduzione nervosa, l'eccitabilità muscolare e numerosi sistemi di trasporto secondario.
Interazioni con altri elementi o farmaci
Interazione fisiologica stretta con potassio e cloruro. Diuretici e farmaci che modificano equilibrio idro-elettrolitico possono alterare la natriemia.
Approfondimenti
Assieme a potassio e cloro rappresenta uno dei principali elettroliti, con il compito di regolare l’equilibrio acido-base, mantenere la pressione osmotica, regolare la permeabilità di membrana.
Nella comune alimentazione l’assunzione tende ad essere fin troppo garantita, al punto che spesso ci si trova di fronte ad una marcata assunzione.
L’eccesso di sodio causa ritenzione idrica negli ambienti extracellulari, dove l’acqua viene richiamata a causa della pressione osmotica, ma anche ipertensione e affaticamento renale.
L’improbabile carenza di sodio si manifesta con crampi muscolari e anoressia.
Il sodio è disperso con le feci e con la sudorazione, ma in quantità tali che normalmente non richiedono ulteriore integrazione, soprattutto tenuto conto delle comuni abitudini alimentari.