Vitamine e Minerali

Vitamina B12 (cobalamina)

Fabbisogno, fonti alimentari, funzioni, rischi da carenza ed eccesso e interazioni di Vitamina B12 (cobalamina).

Vitamina B12
Vitamina B12

Fabbisogno

Uomini: 2,4 µg/die

Donne: 2,4 µg/die

Bambini e adolescenti: 1–3 anni 0,9 µg; 4–8 anni 1,2 µg; 9–13 anni 1,8 µg; 14–18 anni 2,4 µg

Rischio da eccesso

Non è stato stabilito un UL per la vitamina B12; è generalmente considerata ben tollerata anche a dosi supplementari elevate.

Rischio da carenza

La carenza può causare anemia megaloblastica e danno neurologico, con parestesie, deficit sensitivo-motori e alterazioni cognitive. Il rischio è maggiore nei vegani non supplementati, negli anziani e nelle condizioni che riducono assorbimento gastrico/intestinale.

Fonti alimentari

Alimenti di origine animale: carne, pesce, molluschi, uova e latticini; alimenti fortificati per chi segue diete prive di prodotti animali.

Caratteristiche e funzioni nell’organismo

Vitamina idrosolubile essenziale con un ruolo importante nella funzione neurologica e nella sintesi del DNA. Funziona da cofattore per reazioni che collegano metabolismo del folato, omocisteina e metionina e per il metabolismo di alcuni acidi grassi e amminoacidi. È necessaria alla normale maturazione dei globuli rossi e al mantenimento della mielina e del sistema nervoso. L'assorbimento fisiologico dipende dal rilascio gastrico della B12 alimentare, dal fattore intrinseco e dall'assorbimento ileale.

Interazioni con altri elementi o farmaci

Metformina e farmaci che riducono l'acidità gastrica possono ridurre lo stato di B12 nel lungo periodo. Interazione metabolica stretta con folati/B9.

Approfondimenti

È particolarmente sensibile alle sostanze ossidanti, compresa la vitamina C, ma anche alle soluzioni alcaline, all’alcol e al calore elevato.

Ha un ruolo importante nella crasi ematica e rappresenta un coenzima fondamentale nel metabolismo dell’acido nucleico.

Diversamente dalle altre vitamine idrosolubili, la vitamina B12 è adeguatamente immagazzinata nell’organismo per periodi che possono arrivare sino a 4 anni.

Le carenze sono rare, spesso dovute a prolungate diete vegetariane, e si manifestano con anemia perniciosa e disturbi neurologici irreversibili. Particolarmente esposti a tali rischi sono i neonati alimentati con latte materno quando la madre presenta scarsi livelli di cianocobalamina, soprattutto se viene fatta seguire al bambino un’alimentazione vegana.

È sintetizzata da alghe, funghi e batteri. Una eccessiva introduzione può avere effetti tossici.

Riferimento citato: Commission of the European Communities (1993), Nutrient and energy intakes for the European Community, Reports of the Scientific Committee for Food, Thirty-first series, Office for Official Publications of the European Communities, Luxembourg.

Ultimi aggiornamenti

Vitamina B12, folati, omocisteina e percezione della fatica

Uno studio su adulti sani ha analizzato le concentrazioni plasmatiche di omocisteina, considerate insieme allo stato di vitamina B12 e folati, e diversi indicatori della fatica. Sono emerse associazioni tra il profilo biochimico e alcune misure di stanchezza, suggerendo che anche variazioni subcliniche dello stato delle vitamine coinvolte nel metabolismo dell’omocisteina possano essere rilevanti per il benessere percepito.

La natura osservazionale non consente tuttavia di stabilire che integrare B12 o folati riduca la fatica nelle persone che non presentano una carenza. L’omocisteina è influenzata da più nutrienti, fattori genetici, funzione renale e altri elementi clinici. Prima di attribuire sintomi aspecifici a una vitamina è quindi necessario distinguere una vera insufficienza da una semplice associazione statistica.

Fonte dello studio: Kanouchi H. et al. Associations of Plasma Homocysteine Reflecting Vitamin B12 and Folate Status with Fatigue-Related Outcomes in Healthy Adults. Nutrients. 2026;18(6):941. DOI: 10.3390/nu18060941.

Vitamina B12 e biomarcatori neurologici negli anziani

In 231 adulti anziani apparentemente sani sono stati messi in relazione i livelli di vitamina B12 con biomarcatori funzionali e strutturali del sistema nervoso centrale. Il lavoro ha osservato che anche valori collocati nella parte più bassa dell’intervallo considerato normale potevano associarsi ad alcuni indicatori meno favorevoli di integrità neurologica e imaging cerebrale.

Il risultato suggerisce che la semplice dicotomia “carenza/non carenza” potrebbe non descrivere completamente lo stato funzionale della vitamina B12 in età avanzata. Non dimostra però che portare i livelli più in alto con supplementi migliori gli esiti neurologici: per questo servono trial randomizzati. La valutazione clinica deve considerare sintomi, dieta, assorbimento, farmaci e, quando appropriato, marcatori metabolici aggiuntivi.

Fonte dello studio: Beaudry-Richard A. et al. Vitamin B12 Levels Association with Functional and Structural Biomarkers of Central Nervous System Injury in Older Adults. Annals of Neurology. 2025;97(6):1190. DOI: 10.1002/ana.27200.

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari. Consultare il proprio specialista di fiducia prima di variazioni nell'alimentazione, integrazione e allenamento.

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Questo approfondimento nasce dai contenuti del libro ed è stato adattato e aggiornato per la pubblicazione online.

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