Fabbisogno
Uomini: 1,3 mg/die
Donne: 1,1 mg/die
Bambini e adolescenti: 1–3 anni 0,5 mg; 4–8 anni 0,6 mg; 9–13 anni 0,9 mg; 14–18 anni: M 1,3 mg, F 1,0 mg
Rischio da eccesso
Non è stato stabilito un UL per la riboflavina; la tossicità è considerata molto bassa. Dosi supplementari possono rendere l'urina intensamente gialla.
Rischio da carenza
La carenza può manifestarsi con alterazioni di cute e mucose, stomatite/cheilosi e può interferire con altre vie vitaminiche e con il metabolismo energetico.
Fonti alimentari
Latte e latticini, uova, carne, frattaglie, vegetali verdi; buona biodisponibilità da latte e spinaci.
Caratteristiche e funzioni nell’organismo
Vitamina idrosolubile essenziale, precursore dei coenzimi FMN e FAD. Questi coenzimi partecipano a numerose reazioni di ossidoriduzione e sono necessari per il metabolismo energetico di carboidrati, grassi e proteine. La riboflavina è inoltre coinvolta nel sistema antiossidante e nella sintesi/trasformazione di numerose molecole biologiche. Ha un ruolo anche nel metabolismo di altre vitamine: per esempio la conversione della vitamina B6 nella forma coenzimatica attiva dipende da enzimi flavinici. È sensibile alla luce e può degradarsi durante esposizione luminosa prolungata.
Interazioni con altri elementi o farmaci
Interagisce funzionalmente con vitamina B6 e altre vitamine del gruppo B nelle reazioni coenzimatiche. La luce degrada la riboflavina negli alimenti e nelle soluzioni.
Approfondimenti
La vitamina B2 è sensibile alla luce e agli alcali.
Trasportata nel fegato e nei tessuti, viene trasformata nei coenzimi FMN e FAD partecipando al metabolismo energetico cellulare.
Contribuisce al trofismo tissutale, in particolare allo sviluppo corporeo dei bambini.
Una carenza si manifesta con lesioni oculari e delle mucose, dermatiti e problemi nella crescita.
Ultimi aggiornamenti
Riboflavina e resistenza alla ferroptosi nelle cellule tumorali
Un lavoro di biologia cellulare ha identificato il metabolismo della riboflavina come componente della capacità di alcune cellule tumorali di resistere alla ferroptosi, una forma di morte cellulare dipendente dal ferro e dalla perossidazione lipidica. La ricerca collega la vitamina B2 alla funzione di FSP1, un sistema di difesa antiossidante cellulare, e mostra come la disponibilità di cofattori derivati dalla riboflavina possa influenzare questa via.
È un risultato meccanicistico e non una prova che la riboflavina alimentare favorisca il cancro. Le concentrazioni intracellulari, la regolazione enzimatica e il metabolismo tumorale sono molto più complessi dell’apporto dietetico. La scoperta può invece essere utile per sviluppare strategie farmacologiche che rendano alcune cellule tumorali più vulnerabili alla ferroptosi.
Fonte dello studio: Skafar V. et al. Riboflavin metabolism shapes FSP1-driven ferroptosis resistance. Nature Cell Biology. 2026;28(4):696. DOI: 10.1038/s41556-025-01856-x.