Discipline Fitness

Cardiofitness

Metodologia aerobica con tapis roulant, cyclette e vogatore: migliora resistenza e consumo energetico, con effetti su muscolo, immunità e telomeri.

Cardiofitness
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Il cardiofitness è una metodologia di allenamento finalizzata a migliorare la resistenza aerobica, la performance cardiocircolatoria e il consumo energetico. Sebbene non sia una disciplina vera e propria, il cardiofitness si basa sull'uso di attrezzi specifici che consentono un allenamento completo e mirato. Pur con le dovute eccezioni, in termini di adattamenti organici e caratteristiche dello stimolo, è assimilabile a tutte le discipline aerobiche svolte anche all’aperto come il running, il ciclismo, ecc.

Il cardiofitness propriamente detto utilizza le macchine che inducono un lavoro prettamente aerobico, come il tapis roulant, la cyclette, il vogatore ecc. in un contesto di medio lunga durata e con intensità variabile a seconda degli obiettivi e del proprio grado di allenamento.

Il cardiofitness è ideale per coloro che desiderano migliorare la propria resistenza aerobica, aumentare il consumo energetico e rafforzare il sistema cardiocircolatorio. Gli allenamenti possono essere personalizzati in base agli obiettivi individuali, inclusi la perdita di peso o la prevenzione di malattie metaboliche.

L'esercizio di endurance ha quindi numerosi effetti benefici sulla salute, inclusi il miglioramento della funzione cardiovascolare e l'incremento della longevità. Questi effetti sono mediati sia dalle modifiche dirette indotte dall'esercizio sui tessuti periferici, sia dai miglioramenti nella composizione corporea e nella funzione immunitaria.

L'allenamento di endurance induce significative trasformazioni metaboliche e morfologiche nel tessuto muscolare, tra cui la biogenesi mitocondriale, l’adattamento delle fibre da rapide a lente e modifiche nel metabolismo dei substrati energetici. Questi adattamenti comportano un aumento delle riserve di glicogeno muscolare, un miglioramento nella capacità di ossidazione dei grassi, nonché una maggiore densità capillare e mitocondriale, le modifiche indotte nel muscolo scheletrico sono particolarmente rilevanti, poiché migliorano l'efficienza energetica e la resistenza alla fatica.[1].

Sebbene il cardiofitness offra numerosi vantaggi per la salute, è importante sottolineare che ci sono alcune considerazioni da tenere a mente. Le persone in significativo sovrappeso o con problemi cardiocircolatori dovrebbero consultare un medico prima di iniziare un programma di allenamento cardio in quanto maggiormente esposte a rischi per le articolazioni e il cuore, e sarebbe indicato inoltre un approccio particolarmente soft e graduale.

Effetti epigenetici e ricadute nell’ambito della PNEI: come per lo yoga e le discipline body and mind, anche le attività ad impegno aerobico intervengono sul tono vagale con i vantaggi già esposti in termini di modulazione dello stress, della frequenza cardiaca e del riposo notturno.

A livello immunitario l'esercizio aerobico determina un aumento significativo delle cellule natural killer (NK) nel flusso sanguigno, che svolgono tra l’altro un ruolo cruciale nell'identificazione e nella distruzione delle cellule infette da virus contribuendo alla difesa contro le infezioni. Si tratta di cellule che non richiedono meccanismi di riconoscimento dell'antigene, sono pertanto considerate parte del sistema di immunità innata.

L'aumento delle cellule NK indotto dall'attività aerobica può anche influenzare positivamente la risposta del sistema immunitario nei confronti delle cellule tumorali, contribuendo alla prevenzione del cancro. Inoltre l'esercizio aerobico aiuta a contenere le masse adipose e a ridurre lo stato infiammatorio cronico di basso grado, fattore di rischio noto per lo sviluppo delle neoplasie.

L’attività aerobica di media durata e intensità si è rivelata utile nel promuovere l'azione della telomerasi e preservare la lunghezza dei telomeri, aspetto chiave se si considera che numerose evidenze indicano che il ritmo dell'invecchiamento e l'insorgenza di malattie cardiovascolari correlate all'età (come ictus, insufficienza cardiaca ed aterosclerosi) sono influenzati dalla lunghezza dei telomeri, per alcuni autori la riduzione della loro lunghezza porta alla senescenza cellulare e successivamente all'aterosclerosi. Soggetti con livelli di fitness superiori mostrano tipicamente telomeri più lunghi nei leucociti e nei muscoli scheletrici rispetto a gruppi di controllo[2].

Alcuni degli adattamenti fenotipici che conseguono l’allenamento sono in ogni caso legati o limitati dalla variabilità individuale nella risposta, le differenze genetiche incidono ad esempio in termini di risposta del VO2max all'allenamento di endurance sino al 47%. La variabilità individuale nella risposta all'esercizio fisico è un fenomeno ben documentato, che solleva interrogativi significativi sulla personalizzazione degli interventi di allenamento. La ricerca  in questo ambito ha identificato quelli che è possibile definire come "bassi/medi rispondenti" e gli "alti rispondenti"e l'epigenetica emerge come un potenziale fattore determinante nella variabilità degli adattamenti allo stimolo.

I polimorfismi del DNA influenzano la capacità di un individuo di rispondere all'allenamento, modificando l'espressione di geni coinvolti nel metabolismo energetico, nella biogenesi mitocondriale e nella vascolarizzazione[3]. Le modifiche epigenetiche, inclusa la metilazione del DNA e le modificazioni degli istoni, giocano un ruolo cruciale nell'attivazione o nella repressione dei geni coinvolti nell'adattamento all'esercizio.

Sebbene vi sia un capitolo specifico sul ruolo dell’attività fisica nei riguardi del sistema immunitario, può essere utile sottolineare qualche ulteriore aspetto. L’allenamento di endurance può rallentare il declino delle funzioni immunitarie correlato all'età, determinando un sistema immunitario che risulta essere relativamente meglio preservato rispetto ai coetanei sedentari. Gli uomini anziani che si sottopongono regolarmente ad allenamenti di resistenza mostrano una risposta proliferativa delle cellule T e una produzione di IL-2 significativamente superiori rispetto ai controlli sedentari della stessa età, la loro produzione di IL-2 è paragonabile a quella di adulti giovani[4].

Pressoché ogni revisione della letteratura conferma che l’esercizio fisico di moderata intensità influenza il comportamento e l'immunità sottolineando che, a differenza dello stress cronico, l'esercizio regolare ha un'azione anti-infiammatoria e immunostimolante, riducendo i segni e i sintomi dello stress. Studi su animali e umani hanno mostrato che l'esercizio fisico migliora le condizioni comportamentali e cognitive in individui depressi e aumenta la produzione di anticorpi specifici, riducendo i livelli di cortisolo sierico e stimolando la neuroplasticità e la produzione di serotonina.

Tuttavia il solo allenamento, tanto più se di intensità maggiore e in condizioni significative di stress, non solo non può determinare dei miglioramenti ma causa perfino un possibile aggravio della situazione. I risultati condotti su maratoneti con livelli elevati di stress psicologico evidenziano una maggiore suscettibilità alle alterazioni immunitarie durante periodi di allenamento fisico prolungato[5]. Restano quindi importanti le strategie di gestione dello stress per prevenire potenziali compromissioni immunitarie in questi atleti, ribadendo l’importanza di una gestione integrata.



[1] Cagnin S, et al., Chapter Eight - Genes and response to aerobic training,Sports, Exercise, and Nutritional Genomics, Academic Press, 2019, Pages 169-188.

[2] Denham J, O’Brien, B. J, and Charchar, F. J. (2016b). Telomere length maintenance and cardio-metabolic disease prevention through exercise training. Sports Med. 46, 1213–1237.

[3] Cagnini S. et al (2019), op. cit.

[4] Arai MH, Duarte AJ, Natale VM. The effects of long-term endurance training on the immune and endocrine systems of elderly men: the role of cytokines and anabolic hormones. Immun Ageing. 2006 Aug 25;3:9.

[5] Rehm K E, et al., The Impact of Self-Reported Psychological Stress Levels on Changes to Peripheral Blood Immune Biomarkers in Recreational Marathon Runners during Training and Recovery, Neuroimmunomodulation (2013) 20 (3): 164–176.

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari. Consultare il proprio specialista di fiducia prima di variazioni nell'alimentazione, integrazione e allenamento.

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Contenuto tratto, adattato e aggiornato dal libro Fitness Motivazionale.

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