Caratteristiche tecniche
anche il rowing, come lo spinning, nasce dal bisogno di fare di necessità virtù. La sua creazione è infatti imputabile al bisogno dei canottieri di potersi allenare anche al chiuso nei periodi in cui le condizioni climatiche non consentono altre possibilità. È facilmente intuibile dunque che le modalità esecutive del lavoro, da compiere ad un attrezzo specifico, simulano in tutto e per tutto quanto avviene nel corso di una competizione o un allenamento in canoa. Trasportando la disciplina in palestra si arricchisce come al solito della componente musicale, creando i presupposti per un’attività molto più coinvolgente, oltre che di un monitor sul quale sono visualizzati i dati della propria performance incentivando e motivando gli allenamenti ed eventuali competizioni.
Consigliata soprattutto a
chiunque abbia l’obiettivo principale di migliorare la propria resistenza, ma anche la forza muscolare. È un’attività ottima sotto molti punti di vista, poiché coinvolge globalmente le strutture anatomiche, fornisce ottimi presupposti per un rimodellamento della muscolatura e l’incremento della forza e della forza resistente, sviluppa la performance cardiocircolatoria, innesca un elevato consumo calorico e mantiene elevato il metabolismo. Oltre a tutti questi fattori, per i quali la diffusione presso il grande pubblico è stata inevitabile, conserva le peculiarità che ne hanno decretato la nascita, ossia la possibilità di impiegarlo nel corso della preparazione atletica al canottaggio.
Rischi o limiti connessi alla sua pratica
il rowing non presenta grandi margini di rischio, a patto che se ne apprenda la corretta esecuzione e utilizzo. I rischi maggiori derivano proprio da un utilizzo errato che può determinare dei sovraccarichi funzionali a livello vertebrale soprattutto nella regione lombare. Eccettuata questa eventualità offre ottimi margini di allenamento e divertimento a chiunque.