Discipline Fitness

Body Building

Allenamento con sovraccarichi: effetti su forza, massa muscolare e sensibilità insulinica, con dati su sarcopenia, PNEI e memoria epigenetica.

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Il body building è un'attività fisica focalizzata sullo sviluppo della forza e del volume muscolare. È noto per il suo contributo al miglioramento dell'aspetto estetico, ma va ben oltre portando benefici significativi al metabolismo energetico muscolare e alla sensibilità insulinica.

È fondamentale che vengano rispettati alcuni parametri come la corretta esecuzione, la corretta respirazione, e la giusta determinazione dei carichi di lavoro. L’allenamento con i sovraccarichi, tipico del bodybuilding, è anche parte integrante della preparazione atletica in numerose discipline sportive.

Consigliato a chiunque ha il principale obiettivo di migliorare l’aspetto estetico o la funzionalità muscolare, se correttamente praticato ha anche l’indubbio vantaggio di contrastare la perdita di massa muscolare nei soggetti in età adulta, previene efficacemente la sarcopenia[1], i processi di demineralizzazione ossea, e l’insulinoresistenza.

Fin tanto l’attività è svolta in maniera idonea e senza esasperazioni, i rischi rilevabili sono veramente limitati. Particolari precauzioni sono da segnalare per soggetti ipertesi o con problematiche osteoarticolari. In tutti gli altri individui le cui condizioni di salute non sconsiglino la pratica sportiva, non ci sono motivi per non avvicinarsi (o integrare l’allenamento di altro genere) al bodybuilding. I reali limiti sono correlati a una stimolazione cardiocircolatoria non ottimale, o perlomeno non assimilabile a quanto accade nelle discipline aerobiche.

Effetti epigenetici e ricadute nell’ambito della PNEI: rispetto all'allenamento aerobico, la letteratura disponibile sugli effetti epigenetici dell'allenamento con i pesi è limitata. Al momento non vi sono evidenze robuste relative a differenze significative nella lunghezza minima e media dei telomeri nel muscolo scheletrico tra i sollevatori di pesi allenati e i controlli non allenati.

Su altri fronti tuttavia, come lo studio[2] su 6 mesi di allenamento con i pesi di livello moderato-intenso su adulti, giovani e anziani (con l’impiego di resistenze dal 50% dell’1RM iniziale, a tre serie all'80% di 1RM in fase conclusiva), fa emergere, l’allenamento contro resistenza si è dimostrato efficace nel rovesciare parzialmente i segni fenotipici dell'invecchiamento muscolare e, in modo significativo, nel ristabilire un profilo trascrizionale giovane. Gli adulti più anziani hanno mostrato miglioramenti notevoli nella forza muscolare, avvicinandosi ai livelli osservati in individui giovani. Più impressionante è stata la scoperta che l'allenamento ha portato a un'inversione marcata dell'espressione genica associata all'invecchiamento, ristabilendo i livelli trascrizionali caratteristici di una fase più giovane per la maggior parte dei geni influenzati sia dall'età che dall'esercizio.

Un elemento di grande rilievo riguarda la presenza di modifiche in termini di metilazione del DNA nel tessuto muscolare scheletrico dopo una precedente ipertrofia muscolare indotta dall'allenamento, metilazione che è stata mantenuta anche quando gli stimoli allenanti erano completamente cessati e la massa magra era tornata ai livelli precedenti[3]. L’articolo e il relativo studio[4] ribadiscono la presenza di una memoria epigenetica del muscolo scheletrico umano, confermando i risultati di studi precedenti.

Per quanto attiene l’ambito della PNEI, uno studio randomizzato controllato[5] ha esplorato gli effetti di allenamenti per la forza della durata di 9 mesi e il loro impatto sulla qualità della vita e sui sintomi depressivi negli anziani. Lo studio ha coinvolto 106 uomini e donne di età compresa tra 65 e 75 anni, divisi in più gruppi (incluso quello di controllo). Tutti i gruppi per i quali era previsto l’allenamento lo hanno svolto per due volte a settimana per i primi 3 mesi e,  nei successivi 6 mesi, hanno continuato ad allenarsi con frequenze diverse: 1, 2 o 3 volte a settimana. La valutazione degli obiettivi è stata effettuata all'inizio dello studio e dopo 3 e 9 mesi.

I risultati hanno evidenziato che questo tipo di allenamento produce vantaggi sulla sfera psicologia, in particolare con una frequenza di allenamento di due volte a settimana. Questi effetti positivi sono particolarmente evidenti per la qualità della vita, indicando che un programma di allenamento ben strutturato può avere impatti significativi non solo sulle capacità fisiche ma anche sulle dimensioni psicosociali della salute, incluso l’intervento di contrasto alla depressione.

A livello ormonale uno studio[6] condotto su due gruppi di uomini, uno di età media di 30 anni e l'altro di 62 anni, ha cercato di comprendere come l'allenamento con sovraccarichi influenzi i livelli ormonali, la forza muscolare e la sezione trasversa del muscolo. Lo studio è stato condotto in un arco temporale di 10 settimane evidenziando che, nonostante l'età, entrambi i gruppi hanno mostrato miglioramenti significativi nella forza muscolare e nell'area trasversale del muscolo.

Tuttavia sono emerse differenze significative nei modelli di risposta ormonale tra i due gruppi. Gli uomini più giovani hanno mostrato livelli più elevati di testosterone totale e libero e di IGF-1 rispetto agli anziani, che hanno dimostrato un aumento significativo del testosterone totale in risposta allo stress dell'esercizio e una diminuzione significativa del cortisolo a riposo. Questi risultati indicano che gli uomini anziani rispondono con un profilo ormonale migliorato nelle fasi iniziali di un programma di allenamento specifico, sebbene la risposta sia diversa da quella degli uomini più giovani.

Pertanto, sebbene le indagini nel campo della PNEI e dell’epigenetica siano ancora numericamente limitate, quanto reperibile in letteratura sottolinea il ruolo degli stimoli allenanti riconducibili all’ambito del bodybuilding e della pesistica. Questo aspetto consente di affermare perlomeno che, come per l’alimentazione i migliori benefici si ottengono con una buona varietà di alimenti, anche sul fronte dell’allenamento la varietà degli stimoli è la scelta ottimale per un approccio salutistico globale.



[1] La sarcopenia indica una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita di massa muscolare e della sua funzione, comune conseguenza dell’invecchiamento, cui si associa una ridotta forza muscolare al punto da influenzare negativamente la capacità di svolgere attività quotidiane e mantenere una buona qualità di vita. La sarcopenia è il risultato di molteplici fattori, tra cui l'età avanzata, la mancanza di attività fisica, l'alterazione dell'equilibrio tra la sintesi e la degradazione proteica muscolare e altri processi biologici legati all'invecchiamento.

[2] Melov S, Tarnopolsky M. A, Beckman, K, Felkey, K, and Hubbard, A. (2007). Resistance exercise reverses aging in human skeletal muscle. PLoS One 2:e465.  

[3] Sharples A P, Skeletal Muscle Possesses an Epigenetic Memory of Exercise: Role of Nucleus Type-Specific DNA Methylation, Function, Volume 2, Issue 5, 2021

[4] Wen Y, Dungan CM, Mobley CB et al.  Nucleus type-specific DNA methylomics reveals epigenetic “Memory” of prior adaptation in skeletal muscle. Function. 2021

[5] Kekäläinen T, Kokko K, Sipilä S, Walker S. Effects of a 9-month resistance training intervention on quality of life, sense of coherence, and depressive symptoms in older adults: randomized controlled trial. Qual Life Res. 2018 Feb;27(2):455-465.

[6] Kraemer W J, Häkkinen K, Newton R U, et al., Effects of heavy-resistance training on hormonal response patterns in younger vs. older men, Journal of Applied Physiology 1999 87:3, 982-992

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari. Consultare il proprio specialista di fiducia prima di variazioni nell'alimentazione, integrazione e allenamento.

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Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Contenuto tratto, adattato e aggiornato dal libro Fitness Motivazionale.

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