Coronavirus: perchè i pipistrelli lo diffondono ma ne sono immuni?

La cosa più snervante di questa epoca storica è l’ondata di complottisti che, incapaci di elaborare –e capire- concetti minimamente complessi, hanno bisogno di rifugiarsi nel fascino dei complotti per convincersi di avere elementi che gli altri non possiedono. In realtà agli occhi delle persone normali sembrano dei primitivi che fanno la danza della pioggia il giorno di Ferragosto. Questo nuovo coronavirus sta generando decine di teorie del complotto di tipo diverso, per spiegare fenomeni che in natura sono normali, avvengono, sono avvenuti e sempre avverranno.

Voglio approfittare anche io della “reclusione da senso civico” di questi giorni per spiegare almeno uno degli elementi dietro il covid-19, ossia come mai i virus che fanno il salto di specie dai pipistrelli, si rivelano così contagiosi e letali per le altre specie, esseri umani in primo luogo.

Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che il salto di specie di virus così contagiosi parta dai pipistrelli, è già successo per le tristemente note SARS, MERS ed Ebola, e con tutta probabilità è anche il caso del nuovo coronavirus covid-19.

Alcune specie di pipistrelli infatti sono dotati di un sistema immunitario che è costantemente allarmato e in azione, in questo modo è capace di avviare un’azione contro i virus estremamente rapida, che altrettanto rapidamente ostacola la replicazione del virus nelle cellule dell’ospite, in questo caso ovviamente il pipistrello. Queste specie possono tollerare con relativa facilità questa presenza virale riuscendo al tempo stesso a inibire risposte immunitarie eccessive e sovradimensionate. Proprio la marcata e spropositata reazione infiammatoria è alla base delle principali complicanze per l’essere umano.

In questi giorni avrete certamente sentito parlare dell’uso di un farmaco nato per l’artrite reumatoide (il Tocilizumab), che sta avendo buoni effetti nel trattamento di pazienti intubati a causa della polmonite virale da coronavirus. Ebbene, questo farmaco non agisce curando dal covid-19, ma attenua l’abnorme risposta infiammatoria che impedisce al paziente la corretta funzionalità polmonare, obbligandolo alla terapia intensiva.

I virus tendono ad adattarsi in modo estremamente rapido per non essere a loro volta debellati, una delle principali strategie che mettono in campo è una altissima capacità replicativa, che poi manda in tilt eventuali altri organismi che riescono ad infettare, esattamente quello che succede nell’uomo, determinando anche tassi di mortalità estremamente più elevati.

La cosa si complica ulteriormente perché, stando ai dati della ricerca, quando i pipistrelli sono tenuti in cattività (esattamente quello che accade nei mercatini in cui vengono poi venduti per essere mangiati), la condizione di stress aumenta la loro carica virale soprattutto nella saliva, nelle urine e nelle feci, incrementando ulteriormente la probabilità di infettare altri animali, o l’uomo.

I pipistrelli, in quanto mammiferi volanti, hanno anche una risposta metabolica che non ha eguali rispetto agli altri mammiferi, con conseguenti danni tissutali e maggiore produzione di radicali liberi. Elementi che normalmente compromettono il sistema immunitario, compreso quello dell’uomo e in particolare degli sportivi (come ho spiegato in questo video e in questo articolo).

Proprio per via della continua esposizione al danneggiamento tissutale e alla cascata di eventi che segue, i pipistrelli si sono ulteriormente evoluti, con meccanismi di rimozione dei prodotti pro-infiammatori estremamente più efficaci rispetto ad altre specie animali. L’uomo reagisce in modo completamente diverso, o meglio molto meno efficace, e tende a soccombere ai mediatori chimici dell’infiammazione, al punto da veder compromesso in acuto il suo sistema immunitario dopo un impegno fisico intenso.

Questi straordinari meccanismi di risposta allo stato infiammatorio permettono ad alcune specie di pipistrelli di essere estremamente longevi, arrivando sino a 40 anni, contro una media di 2/3 anni dei comuni roditori. I meccanismi di gestione dell’infiammazione sono molto efficaci poiché sfruttano a dovere tutti i messaggeri chimici di cui i sistemi immunitari dispongono. Nel momento del contagio aumenta la produzione di interferone-alfa, l’interferone è una molecola attiva anche nell’uomo, e ha lo scopo di sostenere il sistema immunitario, anche nei confronti degli eventi tumorali. L’interferone in qualche modo (come il nome lascia intendere) interferisce con la replicazione cellulare di cellule malate o infettate. Nei pipistrelli lancia una sorta di allarme precoce e rapido nei confronti di altre cellule evitando che partecipino alla replicazione del virus.

Occorre ricordare infatti che i virus sfruttano le cellule dell’ospite per replicare e “riprodursi”. Quindi il virus permane senza grande grado di letalità nel pipistrello, ma appena entra in ospiti con sistemi immunitari differenti, determina il caos che il covid-19 sta provocando nell’uomo, con una frequenza di contagi e tasso di mortalità così elevato. Contenuto parzialmente solo grazie a importanti cure mediche.

I virus dei pipistrelli spesso sfruttano un intermediario per infettare l’uomo, nel caso della SARS il veicolo è stato lo zibetto, la MERS addirittura per tramite dei cammelli, l’Ebola attraverso gli scimpanzé.

I virus, come ogni altra specie sul pianeta, replicano alla ricerca di strategie per sopravvivere alle altre specie, e questo è in qualche modo il loro “scopo”. Tralasciando quindi altri elementi (molto più tecnici e complessi) mediante i quali si sarebbe immediatamente individuato un intervento umano finalizzato a “creare” in laboratorio il covid-19, in realtà l’iter è estremamente più naturale e (per alcuni versi) semplice.

Comprendo che sin tanto non si conoscono i moti convettivi, è facile pensare che sia il Dio del fuoco, e non un banale vulcano, a determinare tra l’altro eruzioni e terremoti, ma siamo in una epoca (lo ripeto) in cui chi desidera sapere come stanno le cose, deve solo sforzarsi di leggere una paginetta.

Infine, citandoo Paulo Cohelo, Tutto quanto accade una volta potrebbe non accadere mai più… Ma tutto quanto accade due volte accadrà certamente una terza.

I salti di specie dai pipistrelli sono avvenuti più e più volte, quindi sconfitto il covid-19, presto o tardi, occorrerà fare i conti con qualcos’altro.

Potrebbe interessarti anche: Coronavirus, attività fisica e sistema immunitario.

Per chi volesse saperne di più:
Cara E Brook, et al. Accelerated viral dynamics in bat cell lines, with implications for zoonotic emergence. eLife, 2020

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