Gli studi scientifici e il SESSO

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Ci risiamo, ogni volta che uno afferma qualcosa che a qualcun altro non piace (che sia sui vaccini, sugli integratori, sull’alimentazione, ecc.), parte la guerra dei link. Ciascuno chiede conto all’altro di una fonte autorevole che comprovi le proprie affermazioni e, guarda caso, tutti i litiganti hanno degli studi che sostengono le rispettive ragioni! A chi dare retta?
Molto semplice: il problema degli studi scientifici è che sono come il kamasutra: tutti li citano ma nessuno li legge, per questo li applicano male e scoxxno peggio.

Facciamo un po’ di chiarezza ma poca (che poi la gente si stanca e, appunto, non legge).

1 – Anzitutto quando si sostiene una posizione affermando “Lo ha detto Tizio” si parte già male. Non importa chi sia Tizio, può essere anche un premio Nobel, la scienza non si basa sui pareri ma sui fatti: oggettivi, ripetibili e dimostrabili. Che poi il parere di un premio Nobel possa (statisticamente) essere molto più corretto dell’opinione di un Pinco Pallino qualsiasi, soprattutto nell’ambito scientifico di riferimento, è certamente vero. Ma resta pur sempre una opinione e, premi Nobel che ne hanno sparate di grosse ne trovate quanti ne volete –ne parlavo anni fa qui

2 – Se il riferimento citato è su una testata giornalistica, su un magazine, in un video di youtube, su un libro… il peso è tendente allo zero. Le evidenze scientifiche sono pubblicate infatti sulle riviste scientifiche, che hanno un preciso iter per il controllo, la revisione e, talvolta, il ritiro di quanto pubblicato. Il metodo è quello della revisione tra pari, in sintesi, ogni articolo viene passato al vaglio di esperti del settore che ne verificano la correttezza metodologica e sostanziale, e solo dopo l’articolo viene pubblicato. Per chi vuole saperne di più trova dettagli a questo link.

3 – E’ scritto su Pubmed, quindi è vero! No, è falso 2 volte, anzitutto perché su Pubmed non si pubblica, Pubmed (sempre semplificando) è una sorta di Google degli articoli scientifici, si incarica di reperirli ma non ne valuta la correttezza (dettagli qui). Quello dovrebbero farlo (vedi punto sopra) le riviste scientifiche. Tuttavia NON sempre lo fanno, perché vi sono riviste cosiddette “predatorie” dove alcuni “pseudo scienziati” (soprattutto quelli autocandidati al premio Nobel), pagano per pubblicare. Quindi occorre fare attenzione anche alla bontà della rivista, trovate maggiori dettagli su cosa sia un rivista “predatoria” a questo link. Del resto su Pubmed ci sono anche articoli sulle calorie consumate da Babbo Natale: eccolo qui.

4 – Come per tutte le cose ci sono delle regole precise quindi, in particolare due elementi, uno è dato dalla piramide delle evidenze scientifiche (dettagli qui), che per un verso ribadisce e conferma quanto detto sin ora: ossia che le opinioni non contano, e dall’altro spiega che anche gli articoli scientifici, anche pubblicati su riviste importanti, non sono al vertice di questa piramide, poiché esiste qualcosa al di sopra, ossia le metanalisi e le revisioni sistematiche. In altri termini qualcuno che si incarica di selezionare gli articoli di maggiore validità scientifica su un tema, leggerli e tirare le somme, per capire chi effettivamente ha ragione. In qualche modo le metanalisi sono la cassazione della scienza. Maggiori dettagli qui.

5 – In ultimo, ma non per importanza, gli studi scientifici non sono tutti uguali, poiché il disegno di uno studio è un altro elemento determinante (e in qualche modo incluso nella piramide di cui sopra). Maggiori dettagli qui.

Ecco perché molto spesso è facile fare la guerra dei link, ma alla fine non “vince” chi ne trova di più, o chi fa cherry picking, ovvero va alla ricerca solo di quegli articoli (anche pochi) che gli danno ragione, ignorando tutto il resto della letteratura, perché questo è voler confondere il sacro col profano.

Mi spiego meglio, nella vita non è importante solo quello che fate ma anche COME lo fate! San Francesco come è noto parlava agli uccelli, a suo modo provó a farlo anche la Signora Nappi, ma il risultato non è esattamente lo stesso. Ecco, quando citate uno studio, state scegliendo ogni volta quale dei due personaggi incarnare… siate prudenti, mi raccomando!

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