L’inganno dei like!

Ogni mattina un influencer si sveglia e sa che dovrà scrivere un bell’articolo su FaceBook. Ogni mattina un aspirante influencer si sveglia e sa che dovrà scrivere un articolo ancora più bello se vuole emergere nel mare delle notizie. Ogni mattina, non importa se sei un influencer o se aspiri a diventarlo, qualcosa dovrai scrivere, e dovrà essere qualcosa ad effetto, con titoli strillati, descrizioni ammiccanti e immagini attraenti.

Nell’epoca della notizia urlata, dove non c’è più lo scoop, ma il complotto, dove non ci sono le scoperte, ma le notizie che non vogliono farti sapere, è sempre più difficile ritagliarsi un proprio angolo di visibilità, soprattutto perché si commette l’errore di misurare con i like l’efficacia della propria comunicazione.

Prendete una bottiglia vuota, piazzatela sotto un rubinetto molto più grande e aprite l’acqua al massimo. Cosa accade? Di acqua ne viene fuori una cascata, ma la bottiglia stenta a riempirsi. Ora provate a diminuirne il flusso, chiudete ancora un po’ il rubinetto e… incredibile: esce molta meno acqua ma la bottiglia si riempie più rapidamente. Questo è il paradosso dei like. Un discorso è riceverne una valanga, altro discorso è riceverne di proficui per il proprio obiettivo, qualunque esso sia.

Mi viene in mente un ricordo di decenni fa (sebbene questo indizio farà comprendere che di primavere ne ho già viste tante), quando la connessione a internet era a pagamento, e non vi erano tariffe flat, wi-fi, adsl e tutto il resto. Si pagava un sacco e si pagava per ogni ora di connessione. Così qualcuno ebbe l’idea di proporre dei piccoli software che installavano sul proprio pc una barra pubblicitaria sempre in primo piano e, in cambio, rendevano gratuita la connessione (pagata dagli inserzionisti). Ci si rese ben presto conto però che chi non poteva permettersi di pagare internet ancor meno si sarebbe potuto permettere di comprare quello che la barra pubblicizzava, malgrado l’enorme successo che aveva riscosso.

Se pubblico un libro sulla metodologia dell’allenamento o sull’alimentazione, ma il tenore dei miei articoli è sempre legato ad esplicite battute sul sesso o altre volgarità, riuscirò senza dubbio a ricevere molti like, ma il target di chi è fermo alle barzellette di Pierino non è quello che comprerà un simile volume (o di sicuro non fra quelli che lo leggeranno). Tanti like ma pochi risultati!

Ecco questo è, ancora una volta, il paradosso dei like, si alza l’asticella sempre più in alto, si preme sul linguaggio utilizzato e sul clamore che si intende suscitare, scambiando il numero di like per il reale successo, rischiando di diventare l’influencer del target sbagliato, di restare con una bottiglia vuota e il pavimento allagato!

In estrema sintesi, un discorso è comunicare, un altro discorso è saper comunicare, un altro ancora è avere qualcosa da comunicare. In alternativa molti/e puntano su culo e tette, i like arrivano di default, ma in ogni caso non avranno comunicato un bel nulla!

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