Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

DCA · Classificazione

Quali sono le principali differenze tra anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder?

Sono tre disturbi distinti, pur condividendo alcuni elementi come forte preoccupazione per cibo, peso o immagine corporea e possibili episodi di perdita di controllo. La differenza principale riguarda il comportamento alimentare predominante, le condotte compensatorie e, nell’anoressia, la presenza di una restrizione che conduce a un peso significativamente basso.

Nell’anoressia nervosa domina la restrizione dell’introito energetico e una intensa paura di aumentare di peso o di perdere il controllo sul proprio corpo. L’immagine corporea può essere profondamente alterata e la persona può non riconoscere pienamente la gravità del sottopeso. Esistono forme prevalentemente restrittive e forme nelle quali compaiono abbuffate o condotte di eliminazione.

La bulimia nervosa è caratterizzata da episodi ricorrenti di abbuffata accompagnati dalla sensazione di perdita di controllo, seguiti da comportamenti compensatori finalizzati a evitare l’aumento di peso. Il vomito autoindotto è il più noto, ma possono essere presenti digiuno, uso improprio di prodotti o esercizio fisico eccessivo. Il peso può trovarsi in intervalli molto diversi e proprio per questo il problema può rimanere nascosto più a lungo.

Nel binge eating disorder sono presenti episodi ricorrenti di abbuffata e perdita di controllo, ma non le condotte compensatorie regolari tipiche della bulimia. Questo contribuisce spesso a un aumento ponderale e può associarsi a sovrappeso e obesità, pur non essendo il peso il criterio che definisce il disturbo.

Le abbuffate non sono semplicemente pasti abbondanti. Sono vissute come episodi nei quali la capacità di fermarsi appare compromessa, spesso con ingestione rapida e fino a forte pienezza, accompagnate da disagio e vergogna.

I tre disturbi possono inoltre condividere fattori di rischio: perfezionismo, bassa autostima, esperienze traumatiche, stress, alterazioni dell’immagine corporea e vulnerabilità biologica. Non è raro che nel tempo una persona passi da un quadro clinico a un altro.

Esistono poi ulteriori disturbi e forme atipiche che non rientrano perfettamente in queste tre categorie. Per questo l’autodiagnosi sulla base di una lista online è poco affidabile.

La distinzione ha valore clinico perché rischi e modalità di intervento possono differire, ma non deve creare gerarchie di gravità. Una persona con peso normale e bulimia può essere in condizioni molto serie, così come un BED può produrre grande compromissione psicologica e sociale. Il criterio decisivo è la sofferenza e il funzionamento complessivo, non l’aspetto esteriore.

Copertina di Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

Fonte di approfondimento

Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

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