Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

DCA · Peso corporeo

È possibile avere un disturbo del comportamento alimentare anche senza essere sottopeso?

Sì. Associare automaticamente i disturbi del comportamento alimentare alla magrezza estrema è uno degli errori che più facilmente ritardano il riconoscimento del problema. Il sottopeso marcato può essere presente nell’anoressia nervosa e rappresentare una condizione clinica di grande gravità, ma non descrive l’intero spettro dei DCA.

Bulimia nervosa, binge eating disorder e molte condizioni parziali o atipiche possono manifestarsi in persone con peso normale, sovrappeso o obesità. Anche una persona che abbia perso una quantità significativa di peso può trovarsi ancora in un intervallo apparentemente normale o elevato, pur avendo instaurato una restrizione severa, condotte compensatorie o una relazione profondamente disfunzionale con il cibo.

Il peso, inoltre, è una misura grossolana. Dice quanto pesa il corpo, ma non descrive da solo la composizione corporea, lo stato di idratazione, la quantità di massa cellulare metabolicamente attiva, eventuali alterazioni elettrolitiche o carenze nutrizionali. Per questo la valutazione nutrizionale nei DCA può includere antropometria, composizione corporea e biomarcatori, oltre all’anamnesi alimentare e alla valutazione clinica.

Esiste poi un problema ancora più importante: concentrarsi esclusivamente sul peso può rafforzare proprio la logica patologica che attribuisce a quel numero un significato sproporzionato. Una persona può avere un peso relativamente stabile ma vivere ogni pasto con ansia, evitare numerosi alimenti, abbuffarsi e compensare, controllare compulsivamente il corpo o isolarsi socialmente. In questi casi sarebbe assurdo considerare rassicurante la sola bilancia.

All’estremo opposto, anche l’obesità non coincide automaticamente con un disturbo del comportamento alimentare. Un peso elevato può dipendere da molteplici fattori e non implica necessariamente abbuffate o perdita di controllo. È quindi sbagliato utilizzare il peso sia per confermare sia per escludere un DCA.

Il dato ponderale mantiene naturalmente una grande importanza clinica. Un sottopeso severo può determinare complicanze cardiache, ossee, endocrine e neurologiche e richiede interventi tempestivi; un peso molto elevato può associarsi ad altre condizioni metaboliche. Ma la diagnosi e la comprensione del disturbo devono guardare al comportamento alimentare, alla psicopatologia, alle condotte di compenso, all’immagine corporea e al funzionamento sociale.

In pratica, il corpo può apparire “normale” mentre il rapporto con il cibo non lo è affatto. Aspettare che la bilancia mostri un valore estremo significa rischiare di intervenire quando un disturbo è già molto più strutturato.

Copertina di Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

Fonte di approfondimento

Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

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