Immagine corporea · Concetti
Qual è la differenza tra schema corporeo e immagine corporea?
Lo schema corporeo e l’immagine corporea descrivono due aspetti differenti, anche se profondamente collegati, del modo in cui rappresentiamo il nostro corpo.
Lo schema corporeo riguarda soprattutto la rappresentazione spaziale e funzionale del corpo. Permette di sapere, anche senza guardare, dove si trovano braccia e gambe, come sono disposti i segmenti e come il corpo si muove nello spazio. È alla base della coordinazione, dell’equilibrio e della capacità di programmare un gesto. Una parte importante di questo processo avviene senza una consapevolezza continua.
L’immagine corporea è invece la rappresentazione consapevole che abbiamo della nostra forma, delle dimensioni e dell’aspetto, insieme al significato emotivo che attribuiamo a quelle caratteristiche. Comprende quindi ciò che pensiamo del corpo, come immaginiamo che gli altri lo vedano e quanto ne siamo soddisfatti.
Lo sviluppo dello schema corporeo inizia molto presto. Il bambino costruisce gradualmente la distinzione tra sé e ambiente, impara a riconoscere il proprio corpo e a usarlo per esplorare. Questa organizzazione prosegue attraverso tappe che vanno dal corpo vissuto al corpo percepito fino al corpo rappresentato.
L’immagine corporea continua invece a modificarsi lungo tutta la vita. Pubertà, gravidanza, invecchiamento, variazioni di peso, malattie, sport e giudizio sociale possono cambiare il modo in cui una persona si vede. Non ha quindi la stessa stabilità di una misura anatomica.
I due sistemi non sono completamente separati. Nei DCA, dove l’immagine corporea è spesso alterata, sono state osservate anche distorsioni dello schema corporeo. La persona può, per esempio, valutare in modo impreciso lo spazio occupato dal proprio corpo o muoversi come se avesse dimensioni differenti da quelle reali.
Questa distinzione spiega anche perché mostrare una fotografia o comunicare un dato antropometrico non sia sufficiente a correggere una percezione distorta. L’immagine corporea non è una fotografia mentale aggiornata automaticamente ogni volta che il corpo cambia; incorpora emozioni, aspettative e giudizio sociale.
L’attività motoria può avere un ruolo positivo proprio perché restituisce informazioni funzionali e propriocettive: il corpo viene vissuto per ciò che sa fare, non soltanto per come appare. Naturalmente questo beneficio si perde quando l’esercizio diventa compulsivo e viene utilizzato esclusivamente per modificare l’estetica.
Comprendere la differenza aiuta quindi a vedere il corpo su due piani: come struttura che agisce nello spazio e come immagine che la mente interpreta. Nei DCA entrambe le dimensioni possono richiedere attenzione.
Fonte di approfondimento
Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.