Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Anoressia · Consapevolezza

Perché una persona con anoressia può non rendersi conto di essere troppo magra o della gravità della situazione?

Perché la percezione del corpo e la consapevolezza dello stato interno non sono semplici fotografie oggettive della realtà. Sono processi costruiti dal cervello, integrando informazioni visive, propriocettive, emotive e sociali. Nei disturbi alimentari questi processi possono risultare alterati.

L’insula è una delle aree particolarmente interessanti perché partecipa alla percezione delle sensazioni provenienti dall’interno del corpo e integra informazioni gustative, viscerali ed emotive. Alterazioni della sua funzione sono state messe in relazione con la difficoltà a interpretare correttamente lo stato nutrizionale e la propria fisicità.

Anche le regioni coinvolte nello schema e nell’immagine corporea possono mostrare attivazioni differenti. Nell’anoressia la rappresentazione del corpo può restare distorta nonostante i cambiamenti oggettivi del peso. Il soggetto può percepirsi ancora “troppo grande” oppure concentrare l’attenzione su aree specifiche che vengono vissute come inaccettabili.

A questo si aggiunge il concetto di insight, cioè la consapevolezza della propria condizione. Una compromissione dell’insight non significa che la persona stia mentendo o rifiutando volontariamente l’evidenza. Può essere realmente incapace di attribuire il corretto significato a ciò che gli altri vedono come evidente.

La malnutrizione stessa può aggravare la situazione. Un grave sottopeso produce cambiamenti strutturali e funzionali nel cervello, riduce la capacità cognitiva, aumenta rigidità e preoccupazione e può rendere ancora più difficile mettere in discussione le convinzioni sul corpo.

L’ambiente può rinforzare il problema. Complimenti ricevuti nelle prime fasi della perdita di peso, confronto con immagini molto magre e interiorizzazione di canoni estetici estremi possono confermare l’idea che il cambiamento sia desiderabile anche quando ha superato da tempo un limite salutare.

È uno dei motivi per cui frasi come “guardati allo specchio, non vedi quanto sei magra?” spesso non funzionano. Se la rappresentazione interna è distorta, offrire semplicemente un’altra immagine visiva non corregge il processo che la interpreta e può aumentare conflitto e difesa.

Il trattamento deve quindi procedere su più fronti: recupero nutrizionale, psicoterapia, lavoro sull’immagine corporea e graduale ricostruzione della capacità di riconoscere i segnali del corpo. La mancanza di consapevolezza non va scambiata per ostinazione. È parte del disturbo e proprio per questo richiede un intervento competente.

Copertina di Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

Fonte di approfondimento

Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

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