Trattamento · Equipe
Perché nei DCA è così importante un trattamento multidisciplinare?
Perché un disturbo del comportamento alimentare coinvolge contemporaneamente comportamento, stato nutrizionale, funzioni organiche, immagine corporea, emozioni, relazioni e spesso altre condizioni psichiatriche o mediche. Nessun singolo professionista possiede strumenti sufficienti per gestire in modo completo tutte queste dimensioni.
Lo psicoterapeuta può lavorare sulle distorsioni cognitive, sul perfezionismo, sull’ansia, sulle emozioni e sui comportamenti disfunzionali. Il professionista della nutrizione interviene sulla restrizione, sulla riorganizzazione dei pasti, sulle carenze e sul recupero di un rapporto più fisiologico con fame e sazietà. Il medico valuta complicanze e condizioni organiche; lo psichiatra può essere necessario per comorbidità e trattamento farmacologico. In determinate fasi possono essere coinvolte ulteriori figure.
Il semplice affiancamento di più professionisti, tuttavia, non basta. Se ciascuno lavora isolatamente, il paziente può ricevere messaggi contraddittori. Il nutrizionista può concentrarsi soltanto sui fabbisogni, lo psicoterapeuta sottovalutare la malnutrizione, il medico guardare esclusivamente agli esami urgenti. Una simile frammentazione compromette l’alleanza terapeutica e può aumentare sfiducia e resistenza.
L’equipe deve quindi comunicare. Gli obiettivi devono essere compatibili, le informazioni condivise nel rispetto dei ruoli e il paziente non deve sentirsi spostato da una stanza all’altra come se ogni problema appartenesse a una persona diversa.
Anche la famiglia può entrare nel percorso, soprattutto quando il DCA compare in adolescenza. Non va considerata automaticamente responsabile del disturbo: può essere contemporaneamente un ambiente in cui si sviluppano dinamiche perpetuanti e una risorsa essenziale per il recupero. In alcuni casi anche i familiari hanno bisogno di supporto, perché vivere accanto a una persona con DCA comporta un carico emotivo considerevole.
La multidisciplinarità è necessaria anche perché il miglioramento non procede alla stessa velocità in tutte le aree. Il peso può recuperare prima dell’immagine corporea; gli esami possono normalizzarsi mentre permangono paura del cibo e circuiti di ricompensa alterati; la persona può comprendere razionalmente il problema ma non essere ancora capace di modificare il comportamento.
Un trattamento coordinato evita quindi di scambiare un singolo miglioramento per la guarigione completa. Permette di adattare gli interventi all’evoluzione reale della persona e di ridurre il rischio che una componente non trattata riattivi le altre.
Il DCA è un sistema complesso. La risposta più coerente non è cercare il professionista “più importante”, ma costruire una rete nella quale competenze diverse agiscano nella stessa direzione.
Fonte di approfondimento
Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.