Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Cultura · Immagine corporea

Perché l’idea di un corpo “bello” cambia tra epoche e culture?

Perché i canoni estetici sono costruzioni in larga parte culturali. Il corpo umano cambia biologicamente entro limiti relativamente definiti, ma il significato attribuito alla magrezza, alla muscolosità, alla corpulenza o a determinate proporzioni varia enormemente tra società e periodi storici.

In contesti nei quali il cibo era scarso, un corpo più abbondante poteva rappresentare ricchezza, sicurezza e accesso alle risorse. In altre epoche la magrezza è stata collegata a purezza, controllo e disciplina. Ancora oggi esistono culture nelle quali una maggiore corpulenza è considerata desiderabile e altre nelle quali l’ideale si sposta verso corpi molto magri o fortemente muscolosi.

Questo dato è importante perché l’immagine corporea non nasce semplicemente guardandosi allo specchio. È una rappresentazione mentale influenzata dal modo in cui crediamo di essere visti dagli altri. Pubblicità, cinema, moda, sport e social network forniscono continuamente modelli di confronto. Se un soggetto interiorizza un ideale come misura del proprio valore, ogni distanza da quel modello può essere percepita come inadeguatezza.

La globalizzazione ha reso questi canoni molto più uniformi. Popolazioni tradizionalmente esposte a ideali differenti iniziano a manifestare maggiore insoddisfazione corporea quando aumenta l’esposizione ai media occidentali. Questo dimostra quanto il modello estetico possa essere appreso e quanto rapidamente possa modificarsi.

Anche per gli uomini la pressione è significativa, pur assumendo spesso caratteristiche differenti. L’ideale può non essere soltanto la magrezza, ma una combinazione di ridotta massa adiposa e notevole sviluppo muscolare. Da qui può nascere una rincorsa continua a un corpo percepito come sempre insufficiente, fino a forme di dismorfismo muscolare come la vigoressia.

Il problema non è desiderare un corpo esteticamente gradevole. La cura di sé, l’attività fisica e il miglioramento della composizione corporea possono essere obiettivi perfettamente compatibili con la salute. La criticità nasce quando l’ideale proposto è irrealistico, artificiosamente modificato o raggiungibile solo attraverso condotte estreme.

Sapere che i canoni cambiano aiuta a ridimensionarne il valore assoluto. Se ciò che oggi viene presentato come “corpo perfetto” sarebbe stato giudicato diversamente in un’altra epoca, è difficile considerarlo una verità biologica. La salute richiede parametri funzionali e realistici; l’estetica è invece un linguaggio culturale, potente ma mutevole, che non dovrebbe diventare il metro con cui misurare il valore della persona.

Copertina di Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

Fonte di approfondimento

Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare

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