Microbiota · Emozioni
Il microbiota intestinale può davvero influenzare umore e comportamento alimentare?
Può partecipare alla regolazione, all’interno di un sistema di comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello. Il microbiota intestinale non è un semplice insieme passivo di batteri: interagisce con sistema immunitario, metabolismo, barriera intestinale e sistema nervoso enterico.
Uno dei collegamenti principali è l’asse intestino-cervello. Il nervo vago rappresenta una via di comunicazione importante, ma non è l’unica. Metaboliti prodotti dai batteri, mediatori immunitari e segnali neuroendocrini possono modificare il funzionamento del sistema nervoso e, nella direzione opposta, stress e stati emotivi possono alterare motilità intestinale, secrezioni e ambiente microbico.
La serotonina è particolarmente interessante perché una quota molto ampia viene prodotta nell’ambiente gastrointestinale. Il microbiota partecipa ai processi che ne modulano la disponibilità. Anche dopamina e GABA vengono chiamati in causa nelle interazioni tra batteri intestinali e sistema nervoso.
Questo non significa che una determinata specie batterica “causi” depressione, ansia o un disturbo alimentare. Il rapporto è molto più complesso e le associazioni osservate non autorizzano a trasformare il microbiota in una spiegazione universale del comportamento.
Nei DCA la relazione può essere bidirezionale. Una dieta molto restrittiva e monotona modifica il substrato disponibile per i batteri intestinali; malnutrizione, vomito, uso di lassativi e cambiamenti del peso alterano ulteriormente l’ambiente. La disbiosi che ne deriva può a sua volta influenzare segnali metabolici e neuroendocrini, creando condizioni capaci di contribuire al mantenimento del disturbo.
Il microbiota risente della varietà alimentare, della presenza di fibre e delle abitudini complessive. Una dieta povera e ripetitiva, quindi, non ha effetti soltanto sul conteggio dei nutrienti ma modifica anche l’ecosistema intestinale.
Il tema è particolarmente affascinante perché mostra ancora una volta quanto sia artificiale separare psicologia e biologia. Un’emozione può modificare l’intestino e l’intestino può inviare segnali capaci di influenzare l’umore.
Sul piano pratico questo non giustifica l’uso indiscriminato di probiotici come cura dei DCA. La riabilitazione resta multidisciplinare e il ripristino di una dieta adeguata e variata rappresenta un elemento centrale.
Il microbiota è quindi uno dei partecipanti al dialogo, non il direttore unico dell’orchestra. Comprenderne il ruolo aiuta però a spiegare perché il comportamento alimentare possa modificare nel tempo anche i sistemi biologici che regolano emozioni e appetito.
Fonte di approfondimento
Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare
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