Microbiota · Neurotrasmettitori
Che rapporto c’è tra intestino, serotonina, dopamina e GABA?
Intestino e cervello comunicano attraverso una rete nella quale neurotrasmettitori, sistema nervoso enterico, nervo vago, ormoni e mediatori immunitari lavorano insieme. Serotonina, dopamina e GABA sono tre molecole particolarmente interessanti perché partecipano a processi legati a umore, ricompensa, stress e comportamento alimentare.
La serotonina viene spesso associata al tono dell’umore, ma una parte enorme della sua produzione avviene nell’ambiente gastrointestinale. Il microbiota influenza processi che partecipano alla sua sintesi e alla funzione del sistema nervoso enterico. Questo sistema nervoso locale regola motilità, secrezioni e altre funzioni intestinali e comunica con il cervello anche attraverso il nervo vago.
La dopamina è fortemente coinvolta nei circuiti della ricompensa e della motivazione. Quando un alimento molto gratificante viene consumato, i sistemi dopaminergici contribuiscono ad attribuirgli valore e a rafforzarne la ricerca futura. Anche il microbiota viene collegato a meccanismi che possono influenzare la disponibilità di precursori e segnali dopaminergici.
Il GABA è invece il principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale. Partecipa alla regolazione dell’eccitabilità neuronale e viene chiamato in causa nei processi di ansia e stress. Alcuni microrganismi intestinali possono contribuire alla produzione di molecole con attività GABAergica.
È importante però evitare una lettura semplicistica. Mangiare un alimento fermentato non “aumenta la serotonina del cervello” in modo diretto e prevedibile, così come un probiotico non può essere trattato come antidepressivo o terapia per un DCA. Le vie sono complesse, bidirezionali e ancora oggetto di studio.
La comunicazione funziona anche dal cervello verso l’intestino. Stress e ansia modificano motilità, secrezioni, permeabilità e comportamento alimentare, cambiando a loro volta l’ambiente nel quale vive il microbiota. È il motivo per cui sintomi gastrointestinali possono peggiorare nei periodi emotivamente difficili.
Nei disturbi alimentari questa interazione diventa particolarmente rilevante perché dieta, stress e stato emotivo sono contemporaneamente alterati. Una restrizione modifica il microbiota; la disbiosi può influenzare segnali intestinali; lo stress aumenta; i sintomi gastrointestinali rafforzano la paura del cibo.
Il valore dell’asse intestino-cervello sta quindi soprattutto nel mostrare che il comportamento alimentare non appartiene a un singolo organo. Cibo, batteri, segnali nervosi e stato emotivo fanno parte di uno stesso sistema e possono influenzarsi in entrambe le direzioni.
Fonte di approfondimento
Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare
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