Trattamento · Adherence
Che cosa significa adherence e perché personalizzare il percorso può fare la differenza?
Adherence significa che il comportamento della persona corrisponde a quanto è stato concordato con il professionista sanitario. La parola decisiva è proprio “concordato”: non descrive un paziente che obbedisce passivamente, ma una persona coinvolta nella costruzione del percorso e chiamata a comprenderne obiettivi e modalità.
È utile distinguerla dalla compliance. Quest’ultima indica soprattutto la disponibilità a seguire prescrizioni ricevute: assumere un farmaco, rispettare una dieta, applicare una regola. In questo modello il professionista decide e il paziente esegue; quando il risultato non arriva, è facile attribuire l’insuccesso alla sua scarsa disciplina.
La concordance compie un passo ulteriore perché introduce l’accordo. L’adherence amplia ancora il concetto includendo il modo in cui la persona modifica lo stile di vita, partecipa ai controlli, evita comportamenti a rischio e mantiene nel tempo ciò che è stato condiviso.
Nei DCA questo passaggio è fondamentale. Una prescrizione nutrizionalmente impeccabile può fallire se ignora paure, gusti, rituali, vita sociale, orari, storia personale e grado di motivazione. Immaginare che basti consegnare un piano e pretendere che venga eseguito significa sottovalutare proprio la natura del disturbo.
La personalizzazione non coincide con assecondare ogni comportamento disfunzionale. Se una persona teme interi gruppi alimentari, il percorso non può limitarsi a eliminarli per evitare il conflitto. Significa piuttosto costruire obiettivi realistici, graduare le esposizioni, spiegare il razionale delle scelte e rendere il soggetto parte attiva del cambiamento.
Anche la comunicazione modifica l’aderenza. Ascoltare, porre domande, verificare come il paziente percepisce il trattamento, fornire feedback e mostrare coerenza tra i diversi professionisti contribuisce all’alleanza terapeutica. Al contrario messaggi contraddittori, rigidità e scarsa empatia aumentano stress e sfiducia.
Numerosi fattori possono ostacolare l’adherence: scarso insight, comorbidità psichiatriche, mancanza di supporto sociale, complessità del trattamento, interferenza con la vita quotidiana, aspettative irrealistiche o benefici non percepiti. Per questo la mancata adesione non dovrebbe essere liquidata come “non vuole guarire”.
Un percorso efficace cerca di capire perché una prescrizione non viene seguita e interviene sull’ostacolo. Nei DCA, dove il sintomo può essere vissuto come coerente con i propri obiettivi e perfino rassicurante, questa collaborazione è ancora più importante.
Personalizzare significa quindi aumentare la probabilità che una strategia corretta sulla carta diventi praticabile nella vita reale. Senza questo passaggio, anche la migliore indicazione teorica rischia di restare soltanto un foglio perfettamente bilanciato e scarsamente utilizzato.
Fonte di approfondimento
Psicobiologia della nutrizione e dei disturbi del comportamento alimentare
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.