Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Infanzia 0–2 anni · Alimentazione complementare

Quando è il momento giusto per iniziare lo svezzamento e quali segnali indicano che il bambino è pronto?

L’alimentazione complementare inizia quando il solo latte non è più sufficiente a coprire tutti i fabbisogni e il bambino ha raggiunto una maturità neuromotoria compatibile con l’introduzione di altri alimenti. Il riferimento temporale è intorno ai sei mesi, ma non dovrebbe essere interpretato come una data rigida da applicare allo stesso modo a tutti. Conta osservare lo sviluppo del bambino e non anticipare o ritardare senza una ragione concreta.

Tra i segnali utili c’è la capacità di mantenere una posizione seduta con un buon controllo del capo, coordinare meglio occhi, mani e bocca e mostrare interesse per il cibo. Anche la progressiva riduzione del riflesso di estrusione, che porta il neonato a spingere fuori automaticamente con la lingua ciò che entra in bocca, rende più facile gestire consistenze diverse dal latte.

Lo svezzamento non è il momento in cui il latte diventa improvvisamente inutile. All’inizio gli alimenti complementari affiancano l’allattamento materno o la formula e aumentano progressivamente in varietà e quantità. L’obiettivo è introdurre energia e nutrienti che diventano più difficili da coprire con il solo latte, in particolare ferro e altri micronutrienti, ma anche favorire l’apprendimento di consistenze, sapori e modalità di alimentazione.

Un punto importante è evitare di trasformare questa fase in una corsa. La capacità di mangiare si costruisce. Il bambino può accettare un alimento un giorno e rifiutarlo quello successivo; può aver bisogno di ripetute esposizioni prima di familiarizzare con un gusto. La varietà va proposta con continuità, senza forzare quantità che non corrispondono ai segnali di fame e sazietà.

Anche la consistenza deve evolvere. Mantenere per troppo tempo soltanto cibi perfettamente frullati può limitare l’esperienza orale; proporre invece pezzi non adatti all’età o alla capacità di masticazione aumenta il rischio di soffocamento. È quindi necessario adattare forma, morbidezza e dimensioni degli alimenti alle competenze del bambino.

Il momento giusto è dunque una combinazione tra età, sviluppo e fabbisogni. Iniziare intorno ai sei mesi, osservando i segnali di prontezza e mantenendo il latte come componente importante della dieta, consente di accompagnare il bambino verso un’alimentazione progressivamente più varia. Lo svezzamento non è un esame da superare né una gara tra bambini: è una fase di apprendimento che funziona meglio quando segue la maturazione individuale e mantiene un clima sereno intorno al pasto.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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