Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Fondamenti · Ciclo di vita

Perché l’alimentazione dovrebbe cambiare nelle diverse fasi della vita?

Perché cambiano l’organismo, i fabbisogni e soprattutto le priorità. Pensare che esista un’alimentazione corretta identica dalla nascita alla vecchiaia significa ridurre la nutrizione a una semplice somma di calorie e nutrienti, ignorando che il corpo attraversa fasi biologiche profondamente differenti. In alcuni momenti deve crescere e costruire nuovi tessuti, in altri sostenere la fertilità o una gravidanza, in altri ancora preservare massa muscolare, autonomia e funzione cognitiva.

Un esempio evidente riguarda i primi 1000 giorni, dal concepimento ai due anni. In questa fase la nutrizione materna e quella del bambino non servono soltanto a “fornire energia”: rappresentano segnali biologici capaci di influenzare sviluppo, metabolismo, sistema immunitario e programmazione epigenetica. Anche l’adolescenza costituisce una finestra delicata, perché alla rapida crescita si associa la costruzione di una quota importante della massa ossea adulta, mentre aumentano contemporaneamente autonomia alimentare, pressione sociale e rischio di comportamenti disordinati.

Nell’età adulta l’obiettivo cambia ancora. La crescita è conclusa e diventa centrale la prevenzione delle malattie croniche, attraverso il controllo del peso, della qualità della dieta, dell’attività fisica e dei fattori di rischio cardiometabolico. Con l’invecchiamento, invece, il problema può addirittura capovolgersi: non è più soltanto evitare l’eccesso energetico, ma prevenire la perdita involontaria di peso, la sarcopenia, la disidratazione e le carenze favorite da minore appetito, modificazioni del gusto e dell’olfatto, ridotta efficienza digestiva e uso di numerosi farmaci.

Anche il medesimo nutriente può assumere un’importanza diversa nelle varie fasi. Ferro, iodio e folati hanno un ruolo particolarmente delicato nel preconcepimento e in gravidanza; calcio, vitamina D e proteine sono determinanti durante la crescita e tornano ad avere grande rilievo nella senescenza; l’apporto proteico che può essere sufficiente per un adulto sano può risultare inadeguato nell’anziano con resistenza anabolica.

La logica corretta è quindi quella del ciclo di vita: princìpi generali relativamente stabili, ma applicazioni che cambiano. Non significa inventare una dieta diversa per ogni compleanno, bensì riconoscere che età, condizioni fisiologiche, attività, composizione corporea e vulnerabilità modificano ciò di cui abbiamo bisogno. Una nutrizione realmente efficace non è rigida: accompagna il cambiamento del corpo e cerca, fase dopo fase, di anticipare i problemi invece di intervenire soltanto quando sono già comparsi.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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