Infanzia 0–2 anni · Micronutrienti
Quali sono i nutrienti a cui prestare più attenzione nei primi due anni di vita?
Nei primi due anni la velocità di crescita è elevata e le riserve di alcuni nutrienti possono diventare rapidamente insufficienti. Il bambino ha uno stomaco piccolo ma fabbisogni proporzionalmente molto elevati, quindi la densità nutrizionale degli alimenti è fondamentale. Non basta che mangi abbastanza calorie: conta che quelle calorie portino con sé proteine, ferro, iodio, vitamina D, calcio, acidi grassi essenziali e gli altri micronutrienti necessari allo sviluppo.
Il ferro è uno degli elementi più delicati. Le riserve accumulate durante la gravidanza tendono a ridursi nei mesi successivi alla nascita e, con l’introduzione dell’alimentazione complementare, diventa importante offrire fonti alimentari adeguate. Una carenza significativa può compromettere sviluppo neurologico e crescita. Per questo una dieta basata quasi esclusivamente su frutta, verdure e farine povere di ferro rischia di essere inadeguata anche se il bambino mangia volentieri.
La vitamina D richiede attenzione già nel neonato. La sola esposizione solare e il latte materno non garantiscono sempre quantità sufficienti e per questo la supplementazione viene frequentemente raccomandata nei primi periodi di vita. Anche calcio e fosforo sono necessari per la mineralizzazione ossea, mentre lo iodio è essenziale per la funzione tiroidea e lo sviluppo neurologico.
Gli acidi grassi omega-3, in particolare DHA, partecipano alla formazione del sistema nervoso e della retina. Le proteine sono indispensabili per la crescita, ma anche un eccesso precoce non è desiderabile: nei primi anni l’obiettivo è un apporto adeguato, non trasformare ogni pasto in un concentrato proteico.
Le vitamine B12 assumono un’importanza particolare nelle famiglie vegane, perché non esistono fonti vegetali affidabili capaci di coprire spontaneamente il fabbisogno. Una carenza di B12 nel lattante può avere conseguenze neurologiche severe. In questi casi la pianificazione e la supplementazione non sono opzionali.
I segnali di carenza non sono sempre immediatamente evidenti. Un bambino può crescere apparentemente bene in peso e presentare comunque insufficienze micronutrizionali se la dieta è molto monotona. Per questo l’osservazione delle curve di crescita deve essere accompagnata dalla valutazione della qualità e varietà dell’alimentazione.
La strategia migliore è offrire fin dall’inizio alimenti nutrienti e vari, senza affidarsi a prodotti “per bambini” come garanzia di completezza. Nei primi due anni ogni porzione ha un peso nutrizionale maggiore rispetto all’adulto: proprio perché il volume totale è piccolo, conviene che ciò che entra nel piatto abbia una reale funzione nello sviluppo.
Fonte di approfondimento
Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta
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