Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Allattamento · Sonno e stress

Perché nel post-partum stanchezza e poco sonno possono rendere più difficile mangiare bene?

Perché alimentazione, sonno e stress non sono compartimenti separati. Il post-partum modifica radicalmente ritmi quotidiani, disponibilità di tempo e qualità del riposo. Risvegli notturni, poppate, cura del neonato e recupero fisico riducono spesso le ore di sonno e aumentano la fatica. In queste condizioni diventa più difficile pianificare i pasti e più facile scegliere alimenti pronti, molto appetibili e rapidamente disponibili.

La deprivazione di sonno influenza anche i segnali che regolano l’appetito. I sistemi di fame e sazietà possono spostarsi verso una maggiore ricerca di energia e cibi gratificanti, mentre il controllo cognitivo delle scelte alimentari si riduce quando la persona è stanca. Non è quindi soltanto un problema di organizzazione o forza di volontà: il corpo stesso tende a chiedere soluzioni energeticamente dense quando percepisce stress e privazione di riposo.

Lo stress emotivo aggiunge un ulteriore livello. L’arrivo di un bambino può essere accompagnato da ansia, cambiamenti nell’immagine corporea, difficoltà nell’allattamento e riduzione degli spazi personali. Alcune donne mangiano meno perché perdono appetito, altre cercano più frequentemente cibi gratificanti. Entrambe le risposte possono essere fisiologiche per brevi periodi, ma diventano problematiche se conducono a insufficiente apporto nutrizionale o a un surplus costante.

La strategia utile è rendere l’alimentazione più semplice, non più perfetta. Avere a disposizione pasti già preparati, alimenti facili da assemblare, frutta, yogurt, pane, legumi, uova, frutta secca e altre opzioni nutrienti riduce la necessità di prendere ogni volta una decisione complessa. Anche l’aiuto familiare dovrebbe riguardare concretamente la gestione dei pasti, non soltanto la cura del neonato.

È inoltre poco realistico chiedere alla madre di seguire contemporaneamente una dieta molto restrittiva, recuperare rapidamente il peso precedente, allattare, dormire poco e mantenere elevati livelli di attività. L’aderenza migliora quando gli obiettivi sono compatibili con la fase di vita.

Stanchezza e sonno insufficiente non devono diventare una giustificazione permanente, ma vanno riconosciuti come determinanti reali del comportamento alimentare. Nel post-partum una buona nutrizione nasce spesso da soluzioni semplici, disponibilità di cibo adeguato e riduzione delle aspettative irrealistiche. Prima di chiedere alla persona “perché non riesci a seguire la dieta?”, può essere più utile domandarsi quante risorse fisiche e mentali le restano davvero per farlo.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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