Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Infanzia 0–2 anni · Allergie

Per prevenire le allergie alimentari conviene ritardare il più possibile l’introduzione degli alimenti allergenici?

Non è corretto applicare automaticamente la regola del “più tardi è meglio”. Per molto tempo si è pensato che ritardare l’introduzione di alimenti potenzialmente allergenici potesse proteggere il bambino, ma l’approccio moderno è più prudente verso ritardi non necessari. L’introduzione deve avvenire nell’ambito dell’alimentazione complementare, con modalità adeguate all’età e tenendo conto del profilo di rischio individuale.

Alimenti come uovo, arachidi, pesce e altri allergeni non devono essere esclusi per mesi o anni soltanto perché possono provocare reazioni in una parte della popolazione. Una volta introdotto un alimento e verificata la tolleranza, è utile mantenerlo con una certa regolarità nella dieta invece di offrirlo una sola volta e poi eliminarlo per lunghi periodi.

La situazione cambia quando il bambino presenta eczema severo, una storia di reazioni, allergie già diagnosticate o altri elementi che aumentano il rischio. In questi casi la modalità e il momento di introduzione possono richiedere il confronto con pediatra o allergologo. La prudenza non consiste nel rimandare autonomamente, ma nel valutare il rischio e scegliere un percorso sicuro.

È importante anche distinguere allergia da semplice rifiuto o da normali disturbi gastrointestinali. Un bambino che non gradisce un sapore non è allergico; allo stesso modo, gonfiore o variazioni dell’alvo non devono essere automaticamente interpretati come reazioni immunologiche. Eliminare numerosi alimenti senza diagnosi può ridurre la varietà della dieta e aumentare il rischio di carenze.

L’introduzione dovrebbe avvenire con alimenti preparati in forma sicura rispetto al rischio di soffocamento. Le arachidi intere, per esempio, non sono adatte a un lattante, ma questo riguarda la consistenza e non il principio allergologico. L’alimento può essere proposto in forme compatibili con le capacità del bambino.

Il clima del pasto conta. Se ogni nuovo cibo viene presentato con ansia e continua osservazione, la fase di scoperta può diventare fonte di tensione per tutta la famiglia. È corretto conoscere i possibili segni di una reazione e sapere come comportarsi, senza trasformare l’alimentazione complementare in un percorso di paura.

La prevenzione delle allergie non si basa quindi sull’esclusione preventiva generalizzata. La strategia più sensata è introdurre gli alimenti nel periodo appropriato, in forme sicure e con maggiore supervisione quando esistono fattori di rischio specifici. Ritardare senza motivo può restringere la dieta senza offrire la protezione che ci si aspetta.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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