Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Età adulta · Prevenzione

Nell’adulto è più importante evitare singoli alimenti oppure seguire un buon pattern alimentare complessivo?

Il pattern complessivo conta molto più della ricerca di un singolo alimento da eliminare o di un prodotto da aggiungere. Le principali malattie croniche dell’età adulta si sviluppano nel tempo e sono influenzate da un insieme di fattori: bilancio energetico, qualità dei grassi, apporto di fibra, quantità di sale e zuccheri, consumo di alcol, attività fisica, peso e distribuzione del grasso corporeo. Nessuno di questi elementi agisce completamente da solo.

Questo è il motivo per cui la dieta mediterranea viene utilizzata come modello di riferimento. Non protegge perché contiene un alimento particolare, ma perché combina vegetali, legumi, cereali integrali, olio extravergine d’oliva, pesce, frutta e una presenza più limitata di carne rossa e prodotti molto processati. La somma di fibra, grassi insaturi, micronutrienti e composti bioattivi produce un contesto metabolico favorevole.

La qualità dei grassi è più importante della loro semplice quantità: sostituire una parte dei saturi con monoinsaturi e polinsaturi può essere più sensato che inseguire diete quasi prive di grassi. Anche i carboidrati vanno distinti per qualità: cereali integrali e legumi non hanno lo stesso impatto nutrizionale di bevande zuccherate e prodotti raffinati.

Il sale merita attenzione soprattutto per il rapporto con la pressione arteriosa. Una quota rilevante non proviene dalla saliera, ma da pane, formaggi, salumi, prodotti pronti e altri alimenti industriali. Gli zuccheri aggiunti possono invece aumentare facilmente l’apporto energetico e, nelle bevande, producono poca sazietà.

L’alcol non deve essere considerato un alimento protettivo necessario. Anche quando alcuni modelli tradizionali comprendono piccole quantità di vino, non esiste un motivo per iniziare a bere con finalità salutistiche.

Concentrarsi sul singolo alimento porta spesso a comportamenti paradossali: eliminare il glutine senza necessità, acquistare prodotti “senza zuccheri” ma molto calorici o utilizzare integratori antiossidanti mentre la dieta rimane povera di vegetali. Il miglioramento reale arriva da abitudini ripetute.

Per l’adulto il criterio pratico è quindi chiedersi come appare la maggior parte della settimana, non se un singolo pasto è stato perfetto. Un modello alimentare protettivo può includere occasionalmente alimenti meno favorevoli senza perdere il proprio valore. La prevenzione richiede coerenza, non purezza: ciò che viene fatto ogni giorno pesa molto più dell’eccezione e molto più del “superfood” aggiunto a una struttura alimentare complessivamente scadente.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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