Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Gravidanza · Fabbisogni

In gravidanza bisogna davvero mangiare per due?

No. La gravidanza aumenta i fabbisogni, ma l’incremento energetico è molto più contenuto di quanto suggerisca l’espressione “mangiare per due”. Nelle prime fasi l’aumento calorico necessario è modesto o assente per molte donne, mentre cresce gradualmente nel secondo e nel terzo trimestre. Quello che aumenta in modo più marcato è la necessità di alcuni nutrienti specifici, perché il corpo materno deve sostenere placenta, aumento del volume sanguigno, crescita fetale e modificazioni dei propri tessuti.

La qualità della dieta diventa quindi più importante della semplice quantità. Folati, iodio, ferro, vitamina D, calcio, proteine e acidi grassi omega-3 assumono un ruolo particolare. Aumentare indiscriminatamente le porzioni di cibi molto calorici non migliora automaticamente l’apporto di questi elementi e può invece favorire un incremento ponderale eccessivo.

L’aumento di peso in gravidanza è fisiologico e necessario, ma non è costituito soltanto da grasso. Comprende il peso del feto, della placenta, del liquido amniotico, l’aumento del volume ematico e dei tessuti materni. Per questo non va interpretato con la stessa logica di una variazione di peso in un periodo normale. Allo stesso tempo, partire da obesità o aumentare molto oltre i range raccomandati può elevare il rischio di diabete gestazionale, ipertensione, complicanze ostetriche e macrosomia fetale.

Anche l’estremo opposto è problematico. Paura di ingrassare, restrizioni caloriche eccessive o eliminazione di interi gruppi alimentari possono compromettere l’apporto di nutrienti e diventano particolarmente preoccupanti nelle donne con una storia di disturbi del comportamento alimentare.

Mangiare in gravidanza significa quindi adattare la dieta, non raddoppiarla. Pasti regolari, buona presenza di vegetali, cereali, fonti proteiche, grassi di qualità e alimenti ricchi di micronutrienti permettono di sostenere l’aumento dei fabbisogni senza trasformare la gravidanza in nove mesi di sovralimentazione.

L’idea del “mangiare per due” può essere sostituita con un principio più utile: mangiare meglio per due, ma in quantità calibrate sulle reali necessità della madre. L’obiettivo non è controllare ossessivamente ogni caloria, bensì accompagnare la crescita fetale e le modificazioni materne mantenendo un aumento di peso coerente con la condizione di partenza e una dieta nutrizionalmente densa.

La stessa logica vale per eventuali voglie o aumento dell’appetito: possono essere gestiti senza colpevolizzazione, ma non devono diventare la prova che il corpo richieda automaticamente il doppio dell’energia. I fabbisogni aumentano in modo progressivo e selettivo.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

Fonte di approfondimento

Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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