Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Allattamento · Fabbisogni

Durante l’allattamento servono molte più calorie e bisogna bere enormi quantità di acqua?

L’allattamento aumenta il dispendio energetico perché produrre latte richiede energia e nutrienti, ma anche in questa fase non è necessario “mangiare per due”. Una parte del costo energetico può essere coperta dalle riserve accumulate durante la gravidanza, mentre la restante quota viene fornita dall’alimentazione. L’aumento dell’introito deve quindi essere ragionevole e adattato a produzione di latte, peso, attività e stato nutrizionale della madre.

Il punto principale resta la densità nutrizionale. Una donna che allatta ha bisogno di una dieta varia, con fonti adeguate di proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e minerali. La produzione di latte viene relativamente protetta dall’organismo anche quando la dieta non è perfetta, ma questo può avvenire a discapito delle riserve materne. Mangiare poco e male non significa necessariamente che il latte diventi immediatamente “povero”, ma può rendere più difficile il recupero della madre e aumentare il rischio di carenze nel tempo.

Anche l’idratazione deve essere adeguata, non esasperata. La produzione di latte aumenta naturalmente la necessità di liquidi e la sete tende a guidare l’assunzione. Bere oltre misura non aumenta automaticamente la quantità di latte. Molto più utile è avere acqua facilmente disponibile durante la giornata, soprattutto durante o dopo le poppate, e osservare i normali segnali di idratazione.

La richiesta idrica dipende inoltre da temperatura, attività fisica, quantità di frutta e verdura consumata e caratteristiche individuali. Imporre litri e litri di acqua a una donna che non ne sente il bisogno può trasformare una raccomandazione sensata in un comportamento inutile e fastidioso.

Nel post-partum la fatica può rendere difficile organizzare i pasti. Spuntini semplici ma nutrienti, pasti preparati in anticipo e una buona disponibilità di acqua possono avere più valore pratico di schemi molto elaborati. L’obiettivo è sostenere contemporaneamente lattazione, recupero e benessere materno.

Allattare richiede quindi un incremento delle risorse, ma non autorizza né grandi eccessi calorici né restrizioni aggressive. La dieta dovrebbe essere sufficiente, varia e regolare; l’acqua va bevuta in quantità adeguata alla sete e alle perdite. Il corpo è capace di adattarsi, ma questo non significa che la madre debba trascurare i propri fabbisogni mentre tutta l’attenzione è concentrata sul bambino.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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