Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Gravidanza · Nausea

Cosa posso fare con l’alimentazione per ridurre nausea e vomito in gravidanza?

La nausea è molto comune soprattutto nel primo trimestre e può essere favorita dai cambiamenti ormonali, dall’aumentata sensibilità agli odori e dalle modificazioni gastrointestinali della gravidanza. Nella maggior parte dei casi è fastidiosa ma gestibile; quando invece il vomito diventa frequente, impedisce di alimentarsi o bere e determina perdita di peso, deve essere valutato perché può evolvere in una condizione più seria.

Dal punto di vista alimentare è spesso utile ridurre il volume dei singoli pasti e aumentare la frequenza. Restare molte ore completamente a digiuno può accentuare la nausea, mentre piccoli spuntini distribuiti nella giornata rendono più facile tollerare il cibo. Al risveglio alcune donne trovano utile consumare qualcosa di semplice prima di alzarsi, soprattutto se la nausea compare immediatamente al mattino.

Gli alimenti molto grassi, fritti o particolarmente elaborati rallentano lo svuotamento gastrico e possono peggiorare il disturbo. Anche odori intensi e preparazioni molto calde possono risultare più difficili da tollerare; pasti semplici e a temperatura più bassa producono spesso meno stimoli olfattivi. Non esiste comunque un elenco universale: in questa fase le avversioni sono molto individuali e può essere sensato sfruttare temporaneamente gli alimenti meglio tollerati, purché la dieta non diventi estremamente limitata per settimane.

L’idratazione è essenziale, ma grandi quantità di liquidi bevute insieme al pasto possono aumentare la sensazione di pienezza. Può essere più semplice bere a piccoli sorsi tra un pasto e l’altro. In presenza di vomito, l’attenzione ai liquidi diventa ancora più importante per evitare disidratazione e alterazioni elettrolitiche.

Alcune strategie, come l’impiego dello zenzero o della vitamina B6, vengono utilizzate come supporto, ma supplementi e preparazioni specifiche in gravidanza non dovrebbero essere assunti con leggerezza soltanto perché definiti “naturali”. Quando il disturbo è significativo, la gestione va concordata con il professionista sanitario.

La priorità nelle settimane più difficili non è costruire una dieta perfetta sulla carta, ma mantenere un apporto tollerabile di energia, liquidi e nutrienti. La nausea tende spesso a ridursi con il progredire della gravidanza; nel frattempo è più utile adattare temporaneamente quantità, consistenze, temperatura e frequenza dei pasti che costringersi a seguire rigidamente uno schema alimentare che aumenta il malessere.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

Fonte di approfondimento

Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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