Invecchiamento · Sarcopenia
Come si può contrastare la perdita di muscolo con l’età e perché le sole proteine non bastano?
La perdita di massa muscolare con l’età non è soltanto una questione estetica. Quando diminuiscono forza e funzione, aumentano rischio di cadute, perdita di autonomia, ospedalizzazione e fragilità. La sarcopenia può iniziare molto prima della vecchiaia avanzata e accelerare dopo i settant’anni, soprattutto quando sedentarietà, malnutrizione e malattie croniche si sommano.
L’anziano presenta spesso resistenza anabolica: il muscolo risponde meno efficacemente alla stessa quantità di aminoacidi che in una persona più giovane sarebbe sufficiente a stimolare la sintesi proteica. Per questo un apporto vicino al minimo utilizzato nell’adulto può non essere adeguato. Quantità nell’ordine di 1,2–1,5 g di proteine per kg di peso al giorno vengono considerate più appropriate in molte persone anziane, salvo condizioni cliniche che richiedano indicazioni differenti.
Conta anche la distribuzione. Concentrare quasi tutte le proteine a cena e consumarne pochissime a colazione e pranzo significa perdere più occasioni di stimolare la sintesi muscolare. Pasti principali con una quota proteica adeguata e la presenza di aminoacidi essenziali, in particolare leucina, aiutano a superare almeno in parte la ridotta sensibilità anabolica.
Le proteine da sole, però, non forniscono lo stimolo meccanico necessario. Il lavoro contro resistenza è il partner indispensabile dell’intervento nutrizionale. Esercizi con pesi, elastici o altre forme di sovraccarico segnalano al muscolo che deve mantenere o aumentare la propria capacità. Senza questo messaggio, l’aumento dell’apporto proteico produce un effetto molto più limitato.
Anche vitamina D, omega-3, adeguata energia e stato di idratazione contribuiscono al quadro. Una dieta ipocalorica non intenzionale può portare l’organismo a usare proteine a scopo energetico; una carenza di vitamina D può peggiorare funzione neuromuscolare; l’infiammazione cronica e l’inattività accelerano il declino.
La sarcopenia può essere individuata prima che diventi severa. Riduzione della forza di presa, difficoltà ad alzarsi dalla sedia, rallentamento del cammino e cadute frequenti sono segnali utili. Strumenti come SARC-F e test funzionali permettono di identificare persone a rischio che meritano una valutazione più approfondita.
Contrastare la sarcopenia significa quindi combinare nutrizione e movimento. Il piatto fornisce i mattoni, l’esercizio indica dove utilizzarli. Aumentare le proteine senza allenare il muscolo è incompleto; allenarsi senza fornire energia e aminoacidi sufficienti limita la capacità di adattamento. È l’integrazione tra i due interventi a proteggere più efficacemente forza e autonomia.
Fonte di approfondimento
Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta
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