Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Età scolare · Sovrappeso

Come si affronta il sovrappeso di un bambino senza farlo sentire sbagliato o metterlo a dieta?

Il punto di partenza è spostare l’attenzione dal corpo del bambino ai comportamenti della famiglia e dell’ambiente. Il sovrappeso in età evolutiva non dovrebbe essere gestito con commenti sull’aspetto, pesate continue o diete punitive. Il bambino sta crescendo e un intervento mal condotto può alterare rapporto con il cibo, immagine corporea e autostima proprio mentre questi aspetti si stanno formando.

La valutazione deve utilizzare curve di crescita e percentili, non i criteri dell’adulto applicati automaticamente. Peso e BMI vanno interpretati in relazione a età e sesso e osservati nel tempo. In molti casi l’obiettivo non è provocare una rapida perdita di peso, ma rallentare l’aumento mentre l’altezza continua a crescere, consentendo una progressiva normalizzazione del rapporto peso-statura.

L’intervento più utile coinvolge l’intera famiglia. Se al bambino viene servito un pasto “dietetico” mentre gli altri mangiano diversamente, il messaggio è che il problema è lui. È preferibile modificare per tutti disponibilità di bevande zuccherate, frequenza di snack ultra-processati, quantità delle porzioni, presenza di vegetali e abitudini sedentarie. Nessuno ha bisogno di essere indicato come il destinatario della correzione.

Anche il movimento deve essere proposto come esperienza positiva, non come punizione per le calorie mangiate. Sport, gioco all’aperto, cammino e attività quotidiane aiutano il bilancio energetico e lo sviluppo motorio, ma funzionano meglio quando il bambino trova un’attività che gli piace. Un ambiente in cui l’esercizio è associato alla colpa per il peso rischia di allontanarlo proprio dal movimento.

Lo stigma può produrre conseguenze concrete. Essere deriso o continuamente giudicato per il corpo può aumentare isolamento, alimentazione emotiva, evitamento dello sport e comportamenti alimentari disordinati. Persino osservazioni fatte “per il suo bene” possono essere vissute come rifiuto.

Il controllo del peso infantile è quindi un lavoro di prevenzione e non una versione ridotta della dieta dimagrante dell’adulto. Si agisce su routine, qualità degli alimenti, sonno, movimento e ambiente familiare, verificando la crescita con professionisti quando necessario. Il risultato non deve essere un bambino ossessionato dalla bilancia, ma una famiglia che rende più facile mangiare e muoversi in modo coerente con la salute. Se il percorso migliora i comportamenti senza trasformare il peso in un’etichetta personale, aumenta anche la probabilità che le nuove abitudini durino negli anni.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

Fonte di approfondimento

Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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