Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Fondamenti · Dieta mediterranea

Che cosa significa davvero seguire una dieta mediterranea e perché non coincide semplicemente con mangiare pasta e pizza?

La dieta mediterranea è un modello alimentare e di stile di vita, non un elenco di piatti tipici. Identificarla con pasta, pizza o con il semplice fatto di vivere in un paese mediterraneo significa perdere gli elementi che l’hanno resa uno dei modelli nutrizionali più studiati. La sua struttura tradizionale è basata su un’elevata presenza di alimenti vegetali, legumi, cereali preferibilmente integrali, frutta e verdura di stagione, olio extravergine d’oliva come principale grasso da condimento, consumo regolare di pesce e una presenza più limitata di carne rossa.

La qualità dei grassi è uno dei punti centrali. L’olio extravergine d’oliva apporta soprattutto acidi grassi monoinsaturi e composti fenolici; il pesce, in particolare quello grasso, contribuisce all’apporto di omega-3. Legumi, cereali integrali, frutta e verdura aumentano invece fibra, micronutrienti e composti bioattivi, sostenendo anche il microbiota intestinale.

Conta perfino il modo di cucinare. Metodi che evitano temperature eccessive, come bollitura, vapore e cottura al forno, riducono la formazione di alcuni prodotti indesiderati rispetto a fritture e grigliature intense. Questo ricorda che un modello alimentare non è fatto soltanto di ingredienti, ma comprende modalità di preparazione, frequenza e combinazione degli alimenti.

C’è poi un elemento spesso dimenticato: il movimento. Il modello mediterraneo originario era inserito in una vita fisicamente attiva. Pensare di riprodurlo semplicemente aggiungendo olio d’oliva e pasta a uno stile di vita sedentario e a un apporto energetico eccessivo ne altera profondamente il significato. Il bilancio energetico e l’attività fisica sono parte della stessa cornice preventiva.

Gli effetti attribuiti alla dieta mediterranea riguardano salute cardiovascolare, controllo metabolico, infiammazione, microbiota e, in una prospettiva più ampia, processi legati all’invecchiamento e alla funzione cognitiva. Non sono il risultato di un singolo “superfood”, ma dell’interazione tra molti alimenti e abitudini.

Seguire realmente questo modello significa quindi costruire la maggior parte della dieta su alimenti vegetali poco raffinati, usare grassi prevalentemente insaturi, consumare pesce con regolarità, limitare prodotti molto processati e carne rossa, mantenere un apporto energetico coerente con il proprio dispendio e restare fisicamente attivi. È questa struttura complessiva, non il nome geografico dei piatti, a definirne il valore.

Copertina di Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

Fonte di approfondimento

Nutrizione nel ciclo di vita: la corretta alimentazione, dalla nascita all’età adulta

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