Coordinazione
Quali giochi possono migliorare la coordinazione occhio-mano?
La coordinazione occhio-mano migliora quando il bambino deve utilizzare le informazioni visive per guidare in modo preciso l’azione degli arti superiori. Non serve disporre di attrezzature sofisticate: palle di dimensioni differenti, piccoli bersagli, bacchette, cerchi e oggetti di uso comune permettono di costruire moltissime attività efficaci.
Un primo livello può prevedere semplici lanci e prese. Lanciare una palla verso l’alto e riprenderla, passarsela con un compagno o cercare di colpire un bersaglio obbliga a valutare traiettoria, distanza, velocità e momento esatto dell’intervento. Cambiando dimensione e peso dell’oggetto si modifica immediatamente la richiesta coordinativa: una grande palla è più facile da seguire e afferrare, mentre una pallina da tennis richiede precisione molto maggiore.
Il palleggio offre un’altra grande quantità di varianti. Si può palleggiare camminando, cambiando direzione, seguendo uno slalom o mantenendo una condizione di equilibrio più difficile, per esempio restando su un piede. Si possono utilizzare palloni diversi oppure chiedere di scambiare la palla con un compagno durante lo spostamento. Ogni modifica costringe a ricalibrare il gesto e riduce il rischio che l’azione venga eseguita soltanto in modo automatico.
Anche attività apparentemente lontane dallo sport contribuiscono alla destrezza fine: infilare perline, annodare una fune, tracciare il contorno della mano, seguire con un dito un labirinto o utilizzare un programma di disegno. Il principio è lo stesso: le informazioni visive devono essere trasformate in un movimento preciso, soprattutto a livello delle mani e delle dita.
È utile evitare di trasformare queste proposte in test continui. Il bambino non dovrebbe sentirsi valutato a ogni lancio. Se l’adulto utilizza un punteggio per capire quali capacità necessitano di maggiore lavoro, quel punteggio dovrebbe restare uno strumento di programmazione e non diventare una classifica di merito.
La difficoltà va modulata in base all’età e al livello individuale. Un’attività troppo semplice annoia, una troppo difficile produce una lunga serie di insuccessi e può ridurre la motivazione. La soluzione migliore è rendere il compito appena più impegnativo di quanto il bambino riesca già a fare con sicurezza. In questo modo il gioco rimane piacevole e, nello stesso tempo, continua a produrre nuovi adattamenti coordinativi.
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.