Coordinazione
Come si può allenare l’equilibrio nei bambini senza trasformarlo in un esercizio noioso?
L’equilibrio può essere allenato in moltissimi modi, perché non esiste una sola forma di equilibrio. C’è quello statico, necessario per mantenere una posizione; quello dinamico, richiesto quando il corpo si sposta; e quello in volo, che diventa importante quando per alcuni istanti vengono meno i contatti con il terreno. Proprio questa varietà rende semplice costruire attività ludiche senza ricorrere a esercizi monotoni.
Per l’equilibrio statico basta modificare la base d’appoggio. Camminare su una linea e poi fermarsi su un piede, mantenere una posizione sull’avampiede, restare immobili su una superficie morbida o provare alcuni compiti senza utilizzare la vista aumentano progressivamente la difficoltà. Il sistema vestibolare, la sensibilità propriocettiva e le informazioni visive devono collaborare per mantenere la stabilità.
L’equilibrio dinamico può essere stimolato con percorsi che prevedono bruschi cambi di direzione, piccoli ostacoli, slalom, corsa nei sacchi, staffette a coppie o passaggi su superfici strette e sicure. In questi casi il bambino deve recuperare continuamente la stabilità mentre si muove. Anche una semplice corsa nella quale, a un segnale, occorre fermarsi in una posizione prestabilita può diventare un gioco molto efficace.
Per l’equilibrio in volo si possono utilizzare salti con atterraggio in un’area delimitata, prese di una palla durante il salto o piccoli percorsi nei quali è richiesto di modificare la posizione del corpo prima della ricaduta. Naturalmente altezza e difficoltà devono essere coerenti con l’età e l’ambiente deve essere predisposto per ridurre il rischio di trauma.
Una delle strategie più efficaci è inserire l’equilibrio dentro un compito più ampio. Il bambino non percepisce di “allenare l’equilibrio”, ma cerca di vincere una sfida, completare un percorso o collaborare con un compagno. È proprio questa integrazione a rendere il lavoro adatto all’età evolutiva.
La fase tra circa 5 e 12 anni è particolarmente favorevole alla sollecitazione di questa capacità. Ciò non significa che tutti debbano raggiungere lo stesso risultato nello stesso momento. L’adulto dovrebbe osservare i progressi individuali e aumentare gradualmente la complessità: ridurre la superficie d’appoggio, introdurre un movimento simultaneo delle braccia, modificare il ritmo o togliere temporaneamente un riferimento visivo. Il gioco resta la cornice, mentre la difficoltà cresce quasi senza che il bambino se ne accorga.
Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.