Coordinazione
Perché il senso del ritmo è importante anche per chi non fa danza o musica?
Il ritmo non appartiene soltanto alla danza o alla musica. Qualunque movimento ha una struttura temporale: la corsa, il salto, il palleggio, il lancio e perfino la camminata richiedono che le diverse parti dell’azione vengano organizzate secondo una sequenza e una durata. La capacità di ritmo consiste proprio nel saper adeguare il movimento a intervalli temporali, mantenendolo coerente anche quando il ritmo cambia.
In ambito sportivo questa capacità è evidente. Un giocatore deve adattare la frequenza dei passi all’arrivo della palla, un atleta deve organizzare la rincorsa prima di un salto, un bambino che salta la corda deve sincronizzare il movimento degli arti con la rotazione della fune. Ma lo stesso principio interviene nella vita quotidiana ogni volta che più azioni devono essere coordinate in successione.
Il senso del ritmo si costruisce attraverso l’esperienza e può essere sollecitato facilmente. Si può chiedere di palleggiare seguendo il battito di un tamburello, saltellare al ritmo di una musica, accelerare o rallentare la corsa quando cambia la frequenza dei battiti delle mani. Un’altra possibilità è associare segnali diversi a movimenti differenti: un battito indica di procedere in avanti, uno schiocco delle dita di cambiare direzione, un doppio segnale di fermarsi. Il bambino deve così percepire, ricordare e trasformare rapidamente l’informazione acustica in comportamento motorio.
Queste attività non allenano solo il ritmo. Coinvolgono attenzione, memoria, capacità di reazione, controllo motorio e talvolta equilibrio. È proprio questa sovrapposizione a rendere le capacità coordinative difficili da separare rigidamente nella pratica: un gioco ben costruito può stimolarne molte contemporaneamente.
Nei bambini più piccoli non serve ricercare una precisione musicale. È molto più importante creare occasioni nelle quali movimento e tempo siano collegati in modo piacevole. Con la crescita, e soprattutto nella seconda età scolare, la capacità di organizzare ritmicamente le azioni può diventare sempre più raffinata.
Anche in questo caso la varietà è preferibile alla ripetizione meccanica. Cambiare velocità, musica, segnali e compagni obbliga il bambino a non limitarsi a eseguire una sequenza memorizzata. Il risultato è una maggiore capacità di adattare il movimento, qualità utile in quasi ogni disciplina sportiva e, più in generale, in tutte le situazioni nelle quali il corpo deve rispondere con precisione a ciò che accade intorno.
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