Coordinazione
Come si sviluppa la coordinazione nei bambini?
La coordinazione si sviluppa attraverso l’incontro continuo fra informazioni sensoriali, elaborazione del sistema nervoso e risposta motoria. Ogni volta che un bambino vede una palla arrivare, ascolta un segnale, percepisce la posizione del proprio corpo o sente il contatto del piede con il terreno, raccoglie informazioni che devono essere interpretate e trasformate in movimento. Più questo processo viene sperimentato in situazioni diverse, più il controllo motorio può diventare preciso.
Il sistema visivo ha un ruolo enorme, ma non è l’unico. Partecipano l’analizzatore propriocettivo, che informa sulla tensione muscolare e sulla posizione dei segmenti corporei, quello statico-dinamico, importante per equilibrio e accelerazioni, l’udito, che permette di rispondere a segnali e ritmi, e il tatto. La coordinazione è quindi il risultato di un sistema integrato, non di un singolo “centro” che decide come muoversi.
Le capacità coordinative generali comprendono l’apprendimento motorio, il controllo motorio e la capacità di adattare e trasformare i movimenti. Il bambino deve prima imparare un gesto, poi controllarlo con maggiore precisione e infine riuscire a modificarlo quando l’ambiente cambia. È ciò che accade continuamente nei giochi: correre non basta, occorre rallentare, deviare, evitare un compagno, raggiungere un oggetto o adattarsi a un segnale improvviso.
Per questo la varietà è uno dei principi più utili. Ripetere sempre lo stesso esercizio nello stesso modo può migliorare quel compito specifico, ma offre meno occasioni di adattamento. Cambiare palla, direzione, velocità, superficie, numero dei compagni o regole costringe invece il sistema motorio a trovare nuove soluzioni. La curiosità dei bambini rende questo approccio anche più motivante.
Il periodo infantile è particolarmente favorevole allo sviluppo coordinativo. Ciò non significa anticipare tecniche complesse, ma proporre giochi progressivamente più ricchi. Palleggiare con palloni diversi, saltare una corda, camminare su una linea, imitare un compagno, associare un movimento a un suono, percorrere uno slalom o lanciare verso bersagli differenti sono esempi di stimoli semplici ma efficaci.
La coordinazione migliora quando il bambino può provare, sbagliare e correggersi. L’adulto dovrebbe quindi evitare di intervenire su ogni minimo errore, offrendo invece consegne chiare e condizioni in cui il bambino possa percepire il risultato delle proprie azioni. L’obiettivo non è il gesto esteticamente perfetto, ma la capacità di trovare e controllare soluzioni motorie sempre più efficaci.
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