Coordinazione
Esiste un’età particolarmente favorevole per sviluppare l’equilibrio?
L’equilibrio può essere migliorato durante tutta la vita, ma esiste una fase dell’età evolutiva particolarmente favorevole alla sua sollecitazione. Il periodo indicativamente compreso fra i 5 e i 12 anni offre condizioni molto utili perché sistema nervoso, analizzatori sensoriali e schema corporeo stanno attraversando una fase di rapido affinamento. È quindi un momento nel quale una grande varietà di esperienze può produrre adattamenti importanti.
Questo non significa che prima dei cinque anni l’equilibrio non vada stimolato. Al contrario, le prime conquiste posturali, la stazione eretta, la camminata e tutte le esperienze di movimento contribuiscono fin dall’inizio alla costruzione della stabilità. Cambia però il tipo di intervento: nei più piccoli prevalgono gioco spontaneo, esplorazione e situazioni semplici; con la crescita diventa possibile proporre compiti più intenzionali e articolati.
Tra i 7 e gli 8 anni la maturazione dell’equilibrio può essere sostenuta con attività che introducano gradualmente elementi tecnico-sportivi, sempre modulati per l’età. Nella seconda età scolare la capacità di controllare il corpo in movimento diventa molto più raffinata e il bambino può affrontare esercizi che integrano salti, cambi di direzione, superfici strette e azioni combinate.
L’equilibrio, inoltre, non è una qualità isolata. Dipende dalla capacità di utilizzare informazioni visive, vestibolari e propriocettive, dalla coordinazione e dalla costruzione dello schema corporeo. Per questo la strategia migliore non consiste nel ripetere un solo esercizio, ma nel moltiplicare le situazioni: stare su un piede, camminare su una linea, muoversi su superfici morbide, saltare e atterrare in un punto preciso, cambiare direzione o eseguire compiti in cui il riferimento visivo viene temporaneamente ridotto.
Anche la fase puberale merita attenzione. I rapidi cambiamenti delle dimensioni corporee possono temporaneamente modificare il controllo motorio. Un ragazzo che appariva molto coordinato può attraversare un periodo in cui deve quasi “riorganizzare” il modo di utilizzare il proprio corpo. Questo non è un fallimento, ma una conseguenza del cambiamento.
L’indicazione pratica è quindi sfruttare bene gli anni dell’infanzia e della preadolescenza senza trasformarli in una corsa alla prestazione. Più esperienze di equilibrio vengono accumulate in contesti divertenti e progressivi, più ampio sarà il patrimonio motorio sul quale costruire abilità sportive successive.
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