Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Sviluppo psicomotorio

Perché il movimento è così importante per lo sviluppo cognitivo di un bambino?

Il movimento non è soltanto il modo con cui un bambino sposta il proprio corpo nello spazio. Nei primi anni di vita è uno dei principali strumenti attraverso cui conosce l’ambiente, prende consapevolezza di sé e costruisce progressivamente competenze che riguardano anche il piano cognitivo. Prima ancora di poter descrivere verbalmente ciò che vede, il bambino esplora, afferra, lascia cadere, striscia, gattona, cammina, corre e prova a raggiungere ciò che suscita il suo interesse. Ogni azione produce informazioni, e quelle informazioni diventano il punto di partenza per l’azione successiva.

Questo rapporto è bidirezionale. Il miglioramento delle capacità motorie amplia la quantità e la qualità delle esperienze che il bambino può compiere; l’aumento delle esperienze cognitive, a sua volta, lo porta a tentare movimenti nuovi e più complessi. Non esiste quindi una separazione netta tra un corpo che si muove e una mente che apprende. La percezione dello spazio, del tempo, delle distanze, delle dimensioni degli oggetti e perfino la costruzione dello schema corporeo dipendono in larga misura dalla possibilità di agire concretamente nell’ambiente.

È proprio nei primi anni che si verificano alcune delle modificazioni più rapide dell’intera vita. Compaiono e si affinano gli schemi motori di base, migliorano la coordinazione e la percezione, cresce il controllo del corpo e contemporaneamente si sviluppano linguaggio, rappresentazione mentale e capacità di risolvere problemi. Il bambino non apprende queste cose restando immobile: le costruisce attraverso una continua successione di tentativi, errori, aggiustamenti e nuove esperienze.

Per questo limitare sistematicamente il movimento per comodità dell’adulto può significare ridurre le occasioni di apprendimento. Naturalmente libertà di movimento non significa assenza di regole o di sicurezza. Significa predisporre ambienti adatti, offrire stimoli coerenti con l’età e consentire al bambino di sperimentare senza trasformare ogni esperienza in un esercizio tecnico.

L’obiettivo non è anticipare tappe che matureranno con il tempo, ma evitare di ostacolare quelle che il bambino è pronto a conquistare. Muoversi, giocare ed esplorare sono parti dello stesso processo attraverso il quale il bambino diventa progressivamente più competente, autonomo e consapevole.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

Contenuto informativo e divulgativo. Non sostituisce il parere del medico o di altri professionisti sanitari.