Sviluppo psicomotorio
Che cosa sono gli schemi motori di base e perché un bambino dovrebbe svilupparli bene?
Gli schemi motori di base sono le forme fondamentali del movimento umano: camminare, correre, saltare, lanciare, arrampicarsi e tutte quelle azioni elementari sulle quali, con il trascorrere degli anni, verranno costruite abilità molto più complesse. Sono definiti “di base” proprio perché rappresentano una sorta di vocabolario motorio iniziale. Così come è difficile costruire un discorso articolato disponendo di poche parole, è altrettanto difficile acquisire una tecnica sportiva raffinata se il repertorio motorio elementare è povero o poco consolidato.
La loro comparsa avviene spontaneamente nel corso dello sviluppo, ma questo non significa che maturino allo stesso modo indipendentemente dalle esperienze. La crescita anagrafica offre le condizioni biologiche, mentre l’ambiente fornisce le occasioni per utilizzare, ripetere e migliorare i movimenti. Un bambino che può correre, saltare, manipolare oggetti, arrampicarsi e sperimentare superfici e situazioni differenti accumula una quantità di informazioni motorie molto maggiore rispetto a chi trascorre gran parte del tempo in attività sedentarie.
Attraverso la ripetizione gli schemi diventano progressivamente più precisi ed economici. Il bambino impara a usare meno energia per ottenere lo stesso risultato, coordina meglio i diversi segmenti corporei e diventa capace di modificare il gesto in relazione alle circostanze. Questo processo coinvolge non solo muscoli e articolazioni, ma sistema nervoso, sensibilità propriocettiva, percezione visiva e capacità di organizzare spazio e tempo.
L’età infantile e preadolescenziale è particolarmente importante per questo percorso. È quindi preferibile offrire molte esperienze diverse piuttosto che anticipare una specializzazione sportiva molto stretta. La varietà permette di correre in modi diversi, lanciare oggetti differenti, saltare con modalità nuove, modificare velocità e direzione, affrontare piccoli ostacoli e combinare più azioni in sequenza.
Il gioco è lo strumento ideale perché consente di ripetere senza vivere la ripetizione come un compito monotono. Un percorso, una staffetta, un gioco con la palla o un’attività di imitazione possono sollecitare contemporaneamente diversi schemi. La difficoltà dovrebbe aumentare gradualmente, non per selezionare chi riesce meglio, ma per permettere a ciascun bambino di ampliare il proprio repertorio. Il risultato più importante non è eseguire precocemente un gesto sportivo “perfetto”, ma costruire solide fondamenta motorie sulle quali, eventualmente, sviluppare in seguito abilità sportive più specifiche.
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