Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Sviluppo psicomotorio

Basta crescere perché un bambino impari automaticamente a muoversi bene?

No. La crescita biologica rende possibili molte acquisizioni, ma non sostituisce l’esperienza. Un bambino matura progressivamente strutture nervose, muscoli, articolazioni e sistemi sensoriali, tuttavia la qualità del movimento dipende anche da quanto e come queste strutture vengono utilizzate. L’età, da sola, non garantisce quindi una buona competenza motoria.

È facile osservare che alcuni movimenti compaiono quasi spontaneamente: il bambino prova a stare in piedi, cammina, inizia a correre, lancia oggetti. Ma tra il semplice “riuscire a fare” e il “saper fare bene” esiste una distanza importante. La ripetizione, la varietà delle situazioni e il confronto con problemi motori differenti consentono di trasformare un gesto grossolano in un gesto più preciso, coordinato ed economico.

Questo spiega perché una scarsa esperienza motoria possa lasciare lacune che diventano evidenti negli anni successivi. Un bambino che ha avuto poche occasioni per arrampicarsi, saltare, cambiare rapidamente direzione o manipolare oggetti non perde soltanto una serie di giochi: riduce la quantità di informazioni che il sistema nervoso utilizza per costruire e affinare il controllo del movimento. Alcune capacità, inoltre, attraversano periodi particolarmente favorevoli alla stimolazione. Ciò che non viene adeguatamente sollecitato in quelle fasi può essere migliorato in seguito, ma non sempre con la stessa facilità.

Questo non significa trasformare l’infanzia in un programma di allenamento organizzato. Al contrario, soprattutto nei primi anni, la forma più adatta di stimolazione è il gioco. Correre in un prato, inseguire una palla, fare un percorso, saltare una corda, imitare movimenti, muoversi su superfici differenti sono attività semplici che offrono una quantità enorme di esperienze.

Anche l’eccesso opposto è poco utile. Anticipare tecniche sportive, carichi o richieste non coerenti con la maturazione non accelera necessariamente lo sviluppo e può generare frustrazione o sovraccarico. L’obiettivo è offrire lo stimolo giusto nel momento giusto, rispettando la progressione individuale.

La crescita fornisce dunque il potenziale; l’esperienza insegna a utilizzarlo. Per diventare competente nel movimento, un bambino deve poter muoversi. È una considerazione apparentemente banale, ma diventa sempre più importante in un contesto quotidiano nel quale molte occasioni spontanee di attività fisica vengono sostituite da lunghi periodi trascorsi seduti.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

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