Velocità · Giovani
Per migliorare la velocità di un bambino conviene farlo correre sempre al massimo?
No. Correre sempre al massimo non è il modo più efficace per sviluppare la velocità, soprattutto nei bambini. La prestazione veloce dipende dalla qualità della coordinazione, dalla capacità di reagire allo stimolo, dalla tecnica e dalla disponibilità di energia necessaria a eseguire movimenti realmente rapidi. Quando la fatica cresce troppo, il gesto perde precisione e la seduta smette di essere un vero lavoro di velocità.
Nei più giovani è molto più utile utilizzare prove brevi. Partenze a segnali differenti, piccoli inseguimenti, giochi nei quali occorre raggiungere una zona, cambiare direzione o arrestarsi rapidamente permettono di stimolare la velocità senza prolungare lo sforzo. Ogni prova dovrebbe essere seguita da un recupero sufficiente per mantenere elevata la qualità della successiva.
La velocità, inoltre, non è un’unica qualità. Esiste la rapidità di reazione, cioè il tempo necessario per rispondere a uno stimolo, e la velocità di movimento, che riguarda l’esecuzione del gesto. In molti sport è ancora più importante la capacità di scegliere rapidamente la risposta corretta. Un bambino che parte velocissimo nella direzione sbagliata non è realmente efficace.
Per questo cambiare i segnali e rendere la situazione meno prevedibile può essere più formativo che ripetere continuamente la stessa partenza. Un battito di mani può indicare uno sprint, un fischio un cambio di direzione, un colore una specifica zona da raggiungere. In questo modo vengono allenate insieme percezione, decisione e movimento.
Anche la forza rapida contribuisce alla velocità, ma prima della pubertà il miglioramento passa soprattutto attraverso componenti neuromotorie. Salti, balzi e movimenti esplosivi a carico naturale possono sostenere la capacità di produrre rapidamente forza senza ricorrere a grandi sovraccarichi.
Un altro errore è trasformare ogni prova in gara. La competizione può aumentare motivazione e intensità, ma se viene usata continuamente porta alcuni bambini a cercare il risultato sacrificando tecnica e controllo, mentre chi perde spesso può vivere l’attività come una conferma di scarsa abilità.
La velocità si sviluppa quindi meglio con stimoli brevi, vari, tecnicamente curati e intervallati da recuperi adeguati. L’obiettivo non è accumulare metri corsi al massimo, ma insegnare al sistema motorio a produrre azioni rapide e precise quando il corpo è nelle condizioni di farlo bene.
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