Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Lateralità · Sport

La lateralità può influenzare il modo in cui un bambino pratica uno sport?

Sì, perché molte azioni sportive richiedono una preferenza funzionale per un lato del corpo. Calciare, lanciare, impugnare una racchetta, prendere la rincorsa o orientarsi rispetto a un avversario coinvolgono in modo diverso lato dominante e lato non dominante. La lateralità può quindi influenzare la modalità con cui il gesto viene appreso e organizzato, ma non dovrebbe essere trasformata in un criterio rigido per stabilire quale sport sia adatto a un bambino.

La dominanza non riguarda soltanto la mano. È possibile osservare un piede dominante, un occhio dominante e altre preferenze funzionali. In alcuni individui occhio e mano dominanti appartengono allo stesso lato, in altri la dominanza è incrociata. Queste configurazioni possono risultare più o meno favorevoli in determinati compiti, ma rappresentano soprattutto caratteristiche individuali da conoscere e utilizzare.

In uno sport di situazione, per esempio, la possibilità di usare bene entrambi i lati può aumentare le soluzioni disponibili. Un mancino può risultare meno prevedibile perché gli avversari sono più abituati a confrontarsi con destrimani. Anche in discipline senza opposizione diretta possono esistere differenze nell’organizzazione neuromotoria che modificano il modo di eseguire la prestazione.

La cosa importante è evitare che queste osservazioni diventino etichette. Dire a un bambino che è “portato” per una disciplina esclusivamente perché presenta una particolare lateralità sarebbe eccessivo. La prestazione sportiva dipende da molte componenti: coordinazione, caratteristiche fisiche, esperienza, motivazione, qualità dell’allenamento e piacere nel praticare l’attività.

Per l’allenatore conoscere la dominanza serve piuttosto a leggere meglio il gesto. Può comprendere perché un compito risulta più naturale da un lato, programmare esercizi che coinvolgano anche l’arto non dominante e scegliere progressioni più efficaci. Questo diventa particolarmente utile dopo che la lateralità si è stabilizzata.

Nei bambini piccoli, invece, la priorità resta lasciare che il processo si manifesti spontaneamente. Prima di cercare simmetrie tecniche è necessario che il bambino costruisca una chiara organizzazione del proprio corpo. Solo successivamente la pratica sportiva potrà ampliare la versatilità senza interferire con la dominanza fisiologica.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

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