Prestazione · Reazione
Il tempo di reazione può essere allenato nei bambini?
Il tempo di reazione può migliorare con l’esperienza e con attività che richiedono di percepire rapidamente uno stimolo, interpretarlo e produrre la risposta corretta. Non coincide però con la semplice velocità di movimento. Reagire significa prima riconoscere ciò che è accaduto e selezionare una risposta, poi eseguirla.
Una situazione semplice, come partire quando si sente un segnale, coinvolge un tempo di reazione relativamente elementare. In uno sport di squadra il compito è più complesso: il giovane deve osservare avversari e compagni, capire cosa sta succedendo, prevedere possibili sviluppi e scegliere tra più azioni. La prestazione dipende quindi anche dalla quantità di informazioni da elaborare.
Per allenare questa capacità è utile variare gli stimoli. Segnali visivi, acustici e gestuali possono essere associati a risposte differenti. Un colore può indicare la direzione di corsa, un suono il tipo di movimento, la posizione di un compagno la scelta da compiere. Aumentando gradualmente il numero delle alternative cresce la richiesta di elaborazione.
Anche l’anticipazione ha un ruolo importante. Con l’esperienza un atleta impara a riconoscere segnali che precedono un evento e può iniziare a preparare la risposta prima che l’azione sia completata. Un portiere, per esempio, osserva postura e movimento dell’avversario; un giocatore prova a prevedere la traiettoria di un passaggio. L’anticipazione può riguardare cosa accadrà e quando accadrà.
Naturalmente anticipare in modo errato può diventare uno svantaggio. Per questo è utile proporre situazioni variabili e non rendere sempre prevedibile il compito. Se l’allievo conosce in anticipo la risposta corretta, sta allenando soprattutto la velocità di esecuzione, non la reale capacità di reagire.
Il tempo di reazione può anche essere misurato con prove semplici, come la caduta di una bacchetta graduata da afferrare il più rapidamente possibile. Il valore del test, però, è soprattutto nel confronto nel tempo con se stessi, non nella costruzione di classifiche tra bambini.
Nei giovani, quindi, allenare la reazione significa creare giochi in cui percezione e decisione precedono il movimento. La rapidità migliore non è soltanto “muoversi prima”, ma riconoscere rapidamente la situazione e produrre una risposta adeguata.
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