Abilità motorie
Che differenza c’è tra saper fare un movimento e possedere una vera abilità motoria?
Riuscire una volta a eseguire un movimento non significa necessariamente possedere un’abilità motoria. L’abilità implica che il gesto sia stato appreso, consolidato e possa essere eseguito con efficacia e una certa stabilità. In altre parole, non basta “farlo”: bisogna saperlo fare con sicurezza, sistematicità e un grado crescente di automatizzazione.
All’inizio di un apprendimento il bambino deve controllare coscientemente molte parti del gesto. Pensa alla posizione del corpo, osserva ciò che accade e spesso interrompe l’azione per correggersi. Con la pratica, le singole componenti vengono progressivamente integrate e richiedono meno attenzione volontaria. Questo libera risorse cognitive che possono essere utilizzate per altri aspetti, come scegliere una strategia o reagire a ciò che fanno i compagni.
Le abilità si costruiscono sopra un patrimonio precedente. Schemi motori di base, capacità coordinative e qualità fisiche rappresentano i prerequisiti. Un bambino che sa correre, saltare, orientarsi e controllare l’equilibrio avrà più facilità nell’apprendere un gesto sportivo che combina queste componenti.
Le abilità possono essere molto diverse. Alcune hanno un inizio e una fine chiaramente identificabili, come un tiro; altre sono sequenze di azioni, come certi gesti tecnici; altre ancora sono continue, come correre o pedalare. Possono inoltre essere eseguite in ambienti prevedibili oppure in situazioni che cambiano rapidamente, come accade nei giochi di squadra.
Questa distinzione ha conseguenze sull’allenamento. Un gesto eseguito sempre nello stesso ambiente può essere appreso con una pratica relativamente stabile; un’abilità necessaria in situazioni imprevedibili richiede invece variabilità e adattamento. Il bambino deve imparare non solo il movimento, ma quando, dove e come modificarlo.
La vera abilità quindi non coincide con una riproduzione rigida del modello. Un gesto diventa davvero utile quando può essere utilizzato efficacemente nelle condizioni per le quali è stato appreso. Per questo una preparazione giovanile troppo concentrata sulla forma perfetta in situazioni artificiali può produrre movimenti belli da vedere ma poco adattabili.
Il criterio più importante è osservare se il bambino diventa progressivamente più autonomo: comprende il compito, lo esegue con minore dispendio, riconosce gli errori e riesce a correggersi. È questo passaggio dalla semplice esecuzione alla padronanza che trasforma un movimento in un’abilità motoria.
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