Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Abilità motorie

Che cosa sono le abilità aperte e chiuse e perché conta nello sport dei bambini?

Le abilità motorie possono essere distinte anche in base a quanto l’ambiente nel quale vengono eseguite sia prevedibile. Un’abilità chiusa si svolge in condizioni relativamente stabili: il contesto cambia poco e il gesto può essere programmato con anticipo. Un’abilità aperta, invece, richiede adattamento continuo perché persone, oggetti e situazioni cambiano durante l’esecuzione.

La differenza è evidente confrontando un gesto eseguito in una situazione standardizzata con un gioco di squadra. In una condizione stabile il bambino può concentrarsi soprattutto sulla precisione tecnica. Durante una partita deve invece percepire la posizione dei compagni, degli avversari e della palla, scegliere rapidamente una soluzione e modificare il movimento anche all’ultimo momento.

Questo spiega perché allenare bene un gesto in isolamento non garantisca automaticamente la capacità di usarlo efficacemente in gara. La tecnica è necessaria, ma deve successivamente essere inserita in situazioni sempre più simili a quelle reali. Un passaggio può essere eseguito perfettamente contro una parete e diventare molto più difficile quando bisogna scegliere il momento giusto, evitare un avversario e calibrare la forza sul movimento di un compagno.

Nei bambini la variabilità è particolarmente utile perché sostiene le capacità coordinative e di adattamento. Cambiare dimensione del campo, numero dei partecipanti, regole, tipo di palla o modalità di spostamento obbliga a trovare soluzioni nuove e amplia il repertorio motorio.

Le abilità chiuse non vanno naturalmente eliminate. Offrono un ambiente utile per comprendere e consolidare parti tecniche di un movimento, soprattutto nelle prime fasi. Il problema nasce quando l’intera preparazione resta bloccata in condizioni troppo prevedibili e il bambino non viene mai messo nella situazione di utilizzare ciò che ha appreso.

Un programma efficace alterna quindi stabilità e variabilità. Si può prima semplificare il gesto affinché venga compreso, poi modificare gradualmente il contesto. L’aumento della difficoltà non dipende necessariamente da un maggiore sforzo fisico: spesso basta rendere meno prevedibile l’ambiente.

Per i giovani sportivi questo approccio è anche più divertente. Le situazioni variabili mantengono alta l’attenzione e assomigliano al gioco, evitando la monotonia della ripetizione. L’obiettivo è formare un bambino che sappia eseguire bene il gesto, ma soprattutto sappia riconoscere quando usarlo e come adattarlo alla realtà che cambia.

Copertina di Il giovane campione

Fonte di approfondimento

Il giovane campione

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