Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

PNEI e stress

Quali strategie di coping possono aiutare a gestire lo stress?

Le strategie di coping sono i modi con cui una persona prova ad affrontare una situazione stressante e le reazioni che essa produce. Un primo gruppo comprende le strategie centrate sul problema: analizzare ciò che sta accadendo, pianificare azioni concrete, cercare informazioni e intervenire sugli elementi modificabili. Un secondo gruppo è centrato sulle emozioni e riguarda il riconoscimento, l’accettazione e la regolazione della risposta emotiva. Esiste poi il coping basato sull’evitamento, che può ridurre il disagio nell’immediato ma diventa facilmente poco funzionale quando impedisce di affrontare il problema o di acquisire informazioni utili.

Non esiste una strategia migliore in assoluto e valida in ogni circostanza. Un elemento decisivo è la flessibilità: la capacità di cambiare approccio in base al tipo di problema, al momento e alle risorse disponibili. Tra le attività che possono contribuire alla gestione dello stress rientrano esercizio fisico, meditazione, respirazione profonda, yoga, socializzazione, attività piacevoli, contatto con la natura e mindfulness. In presenza di difficoltà persistenti può essere utile anche il supporto psicologico. Il coping efficace non coincide quindi con l’eliminazione di ogni emozione negativa, ma con una risposta sufficientemente adattabile alla situazione.

La scelta della strategia dovrebbe partire da una domanda molto concreta: la situazione può essere modificata oppure no? Quando esiste un margine di intervento, il coping centrato sul problema tende a essere particolarmente utile, perché trasforma una preoccupazione generica in azioni verificabili: definire priorità, raccogliere informazioni, dividere un compito complesso in passaggi più piccoli, chiedere supporto. Quando invece l’evento non è immediatamente modificabile, diventa più importante lavorare sulla regolazione della risposta emotiva, evitando che l’attivazione continui anche in assenza di un’azione possibile.

Le strategie di evitamento non sono necessariamente inutili in assoluto. Prendere temporaneamente distanza da una situazione può aiutare a ridurre l’attivazione e a recuperare lucidità; diventano problematiche quando rappresentano l’unica modalità e impediscono di affrontare stabilmente il problema. Anche l’attività fisica può essere inserita in questa logica: non elimina le cause dello stress, ma può migliorare la regolazione della risposta, favorire il benessere e offrire una pausa funzionale. Tecniche di respirazione, meditazione, yoga e mindfulness agiscono invece soprattutto sulla modulazione dell’attivazione psicofisiologica. Il punto centrale resta la flessibilità. Una persona capace di passare da una strategia all’altra in base al contesto dispone di una risorsa più efficace rispetto a chi applica sempre lo stesso schema, indipendentemente dalla situazione.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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