Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Endocrinologia, nutrizione ed esercizio

Per la salute conta di più allenarsi regolarmente o allenarsi sempre ad alta intensità?

Per la salute la regolarità ha un ruolo più importante della ricerca continua della massima intensità. Gli esercizi vigorosi possono essere molto efficaci e produrre adattamenti specifici, ma non è necessario trasformare ogni seduta in un lavoro ad alta intensità. Una pratica moderata, continuativa e compatibile con le proprie condizioni può migliorare metabolismo, funzione cardiovascolare, risposta allo stress e stato psicologico senza imporre continuamente un carico elevato ai sistemi di recupero.

Le indicazioni richiamate prevedono circa 150 minuti settimanali di attività moderata oppure, in determinate condizioni, circa 75 minuti di attività più vigorosa. Anche una quantità quotidiana nell’ordine dei 30 minuti rappresenta un riferimento pratico utile. Intensità e volume devono comunque essere adattati all’individuo. Carichi elevati senza recupero possono interferire con sistema immunitario, risposta endocrina e qualità del sonno, soprattutto quando si sommano ad altri stressor. La scelta più coerente è quindi una pratica regolare, sufficientemente varia e sostenibile nel tempo, nella quale le sedute intense trovino spazio quando appropriate ma non diventino l’unico modo di allenarsi.

Per la salute, la continuità rappresenta il requisito principale. Gli adattamenti cardiovascolari, metabolici, muscolari e neuroendocrini derivano dalla ripetizione dello stimolo nel tempo, non dalla singola seduta estremamente intensa. Un programma moderato ma sostenibile, eseguito con regolarità per mesi e anni, produce più effetti di una sequenza di allenamenti molto impegnativi alternati a lunghi periodi di inattività. La possibilità di mantenere l’abitudine è quindi parte integrante dell’efficacia.

L’alta intensità ha comunque un ruolo importante. Può migliorare in tempi relativamente brevi capacità cardiovascolare, sensibilità insulinica e prestazione, e rappresenta uno strumento utile per persone adeguatamente preparate. Non è però necessario che ogni seduta raggiunga livelli massimali, e un eccesso di lavori intensi può aumentare affaticamento, richiesta di recupero e rischio di abbandono. La risposta dipende anche dal livello di partenza: per un sedentario, un’attività che appare moderata a un atleta può già rappresentare uno stimolo consistente.

La strategia più razionale è quindi modulare intensità e volume. Una base di movimento regolare può essere integrata da sedute più impegnative quando condizioni fisiche e recupero lo consentono. La salute beneficia della combinazione di attività aerobica, forza e riduzione della sedentarietà quotidiana. Cercare sempre lo stimolo più duro confonde intensità con efficacia; l’obiettivo è produrre adattamento senza rendere il programma incompatibile con la capacità di recupero e con la continuità.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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