Pierluigi De Pascalis Biologo Nutrizionista · Chinesiologo

Sistema immunitario

L’attività fisica può migliorare l’efficienza del sistema immunitario?

Sì, quando l’attività è regolare e il carico è compatibile con la capacità di recupero. Durante l’esercizio cambiano temporaneamente numero, distribuzione e attività di diverse cellule immunitarie. Aumentano anche mediatori necessari alla risposta allo sforzo, alla riparazione dei tessuti e ai successivi processi di adattamento. Queste variazioni acute non rappresentano necessariamente un indebolimento: fanno parte della risposta fisiologica a uno stimolo che coinvolge sistema nervoso, ormoni e immunità.

Con la pratica continuativa si osserva una migliore regolazione della risposta immunitaria e un effetto favorevole sullo stato infiammatorio, anche attraverso il controllo della composizione corporea e del metabolismo. Il rapporto non è però lineare: aumentare continuamente durata e intensità non significa ottenere difese sempre più efficienti. Carichi molto elevati e prolungati, soprattutto in assenza di recupero, possono creare una fase transitoria di maggiore vulnerabilità. L’obiettivo non è quindi “potenziare” indiscriminatamente il sistema immunitario, ma favorirne una regolazione efficace. È un altro esempio di adattamento: lo stimolo adeguato migliora la capacità di risposta, mentre lo stimolo eccessivo può spostare temporaneamente l’equilibrio nella direzione opposta.

L’effetto dell’attività fisica sul sistema immunitario dipende dalla regolarità, dall’intensità e dal recupero. Una singola seduta produce una redistribuzione temporanea di numerose cellule immunitarie: durante lo sforzo aumenta la loro presenza nel sangue, mentre nelle ore successive alcune popolazioni si spostano verso i tessuti. Questa dinamica viene oggi interpretata non come una semplice “depressione” delle difese, ma come parte della sorveglianza immunitaria e dell’adattamento allo stimolo.

Con la pratica regolare, l’esercizio moderato può contribuire a una migliore regolazione dell’infiammazione cronica di basso grado e a un funzionamento più efficiente dei sistemi di difesa. Una parte del beneficio è indiretta: l’attività fisica migliora composizione corporea, sensibilità insulinica e salute cardiovascolare, tutti elementi che influenzano anche il profilo infiammatorio. L’esercizio modifica inoltre il rilascio di citochine e altri mediatori collegati al danno tissutale e ai successivi processi di adattamento, contribuendo al dialogo tra muscolo, infiammazione e sistema immunitario.

Questo non significa che allenarsi renda immuni dalle infezioni. Sonno, alimentazione, stress, età, esposizione ai patogeni e condizioni cliniche continuano a essere determinanti. L’esercizio va quindi considerato come uno dei fattori che sostengono una regolazione più favorevole dell’immunità, soprattutto quando è inserito in uno stile di vita coerente. Gli effetti più interessanti derivano dalla continuità, non dalla singola seduta né dalla ricerca sistematica dell’intensità massima.

Copertina di Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

Fonte di approfondimento

Epigenetica e psico neuro endocrino immunologia della nutrizione e dell’esercizio fisico

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